
Non sono poche le questioni che dividono opposizione e maggioranza che governa Trezzano sul Naviglio. Navigando tra le pieghe dell’ultimo consiglio comunale, salta all’occhio, tra le altre, anche la questione della squadra di manutenzione, una sorta di task forse di pronto intervento che avrebbe dovuto risolvere emergenze quotidiane nella cura della città. Una squadra capace di sistemare buche, intervenire su piccoli guasti e dare decoro a Trezzano. Un cavallo di battaglia elettorale del sindaco Giuseppe Morandi. Oggi, però, quella che doveva essere una “task force” rischia di trasformarsi in un caso politico… con contorni quasi surreali.
A sollevare la questione è stato il capogruppo del Pd Claudio Albini, che ha puntato il dito contro la gestione della squadra manutentori: tre operai assunti da oltre un mese ma di fatto rimasti senza strumenti, senza mezzi e con ben poche attività da svolgere. «Cosa li abbiamo assunti a fare? Che cosa hanno fatto in oltre un mese di lavoro?» ha chiesto Albini, con una domanda che è risuonata in aula più come una provocazione che come una semplice richiesta di chiarimenti.
La risposta arrivata dai banchi della maggioranza parla di “piccoli lavori elettrici, idraulici, segnaletica temporanea, facchinaggio e partecipazione a corsi formativi”. Ma proprio su questi ultimi, sottolinea Albini, non sarebbero arrivate spiegazioni: «Ho chiesto quali corsi abbiano fatto e non ho ottenuto alcuna risposta». Nel frattempo, il conto corre: oltre 5mila euro al mese tra stipendi e oneri per tutti e tre. «Per fare facchinaggio? Beh, almeno quello…» ironizza il capogruppo dem, citando anche l’aiuto dato durante il referendum e qualche spostamento di tavoli come principali attività svolte.
E poi ci sarebbe il capitolo sicurezza: secondo l’opposizione, per settimane i lavoratori sarebbero stati privi dei dispositivi di protezione individuale, del vestiario e perfino di un mezzo per spostarsi sul territorio. Un dettaglio non da poco per chi dovrebbe occuparsi di manutenzione urbana. La questione è che l’intera squadra di manutentori è stata selezionata da Afol, l’agenzia regionale per il collocamento, sulla base dell’anzianità di disoccupazione e non delle competenze. Il che significa che senza alcun corso di formazione o aggiornamenti vari, i suoi componenti sono in grado di fare poco o niente.
Se a questo si aggiunge che il comune era sprovvisto di adeguati Dpi (dispositivi di protezione individuale) attrezzature indossate dai lavoratori per proteggersi da rischi per salute e sicurezza il quadro è completo. Non solo. Qui arriva il paradosso. Nei prossimi giorni scadranno i due mesi del periodo di prova e non è neanche possibile licenziarli perché non avendo di fatto operato, non è possibile dare alcun giudizio sul loro lavoro e sulla loro reale necessità. Una situazione che rischia di trasformarsi in un cortocircuito amministrativo: assunti, pagati, ma senza aver davvero iniziato a lavorare.
Dal Comune, intanto, si prova a riportare la vicenda su binari più rassicuranti: le dotazioni di sicurezza sarebbero ormai quasi complete e nelle prossime settimane la squadra dovrebbe diventare finalmente operativa. Insomma, la “task force” promessa potrebbe presto passare dalla teoria alla pratica. Nel frattempo, però, ad Albini resta una domanda sospesa tra ironia e preoccupazione: più che un emergency response (pronto intervento), non sarà stato un avvio molto slow?
Definizione contestata dal sindaco Morandi che sull’argomento ha diffuso una nota ufficiale: “Come ho già avuto modo di rispondere alla recente interrogazione sull’assunzione degli operai della squadra manutenzione presentata dal capogruppo Pd in Consiglio comunale Claudio Albini, torno a ribadire quanto detto per fornire a lui e a tutti, ogni chiarimento necessario. La squadra è dotata di tutti i dispositivi e degli strumenti per le mansioni e i servizi a cui può essere adibita. Si sta già occupando di diversi servizi:
-Piccoli lavori elettrici (non su impianti di tensione)
-Piccoli lavori idraulici
-Posizionamento segnaletica temporanea
-Lavori di facchinaggio
-Partecipazione ai corsi formativi
“Non costruisce un costo per l’ente – ha concluso – ma una vera risorsa. Si sta dimostrando un valore aggiunto e l’ente sta integrando i servizi resi con manutenzioni esterne, con quelli resi dalla nostra squadra che permetterà di intervenire con maggiore efficacia e rapidità nei piccoli lavori di manutenzione che oggi richiedevano lunghi tempi d’attesa. La formazione prevista per gli incarichi da assumere verrà terminata dopo Pasqua”. Due visioni opposte.














