
A Rozzano il confronto politico perde il passo della dialettica e imbocca quello, ben più scivoloso, dello scontro personale. Con parole che pesano come macigni e un clima che, giorno dopo giorno, si è fatto sempre più incandescente. Protagonisti della vicenda sono Giuseppe Foglia, ex candidato sindaco del centrosinistra e oggi consigliere comunale, e l’assessore alla Sicurezza Domenico Anselmo. Tra i due, negli ultimi giorni, sono volate accuse durissime: «Sei una persona ignobile, un manipolatore, un bugiardo», avrebbe attaccato Foglia. Replica altrettanto pesante: «Tu hai bisogno di essere curato dal Centro di salute mentale», con tanto di indicazione dell’indirizzo.
La scintilla è scoccata durante un’assemblea pubblica nel quartiere Cassino, lo scorso 27 marzo, organizzata dall’amministrazione comunale. Un incontro nato per affrontare problemi concreti – manutenzione del verde e gestione dei rifiuti – ma rapidamente degenerato in uno scontro diretto. Foglia, intervenuto come residente e consigliere, ha chiesto conto degli sviluppi su questioni già sollevate mesi prima. Da lì, secondo la sua ricostruzione, la reazione dell’assessore Anselmo, definita «infastidita» e sfociata in insulti «in plateale violazione delle più elementari regole istituzionali».
Il consigliere ha portato la vicenda direttamente in Consiglio comunale, leggendo una lunga dichiarazione dai toni formali ma durissimi nella sostanza. «Credo che mai, nella storia politica e istituzionale della nostra città, si siano toccati livelli di così infima bassezza», ha affermato, parlando di «grave discredito» per l’intera amministrazione. Foglia ha inoltre annunciato la possibilità di azioni legali per tutelare la propria dignità personale e il ruolo istituzionale, tracciando una linea netta: «Esiste un limite tra la legittima critica politica e l’insulto. Quel limite è stato superato».
Dall’altra parte, Anselmo non arretra di un passo. Conferma la frase contestata, ma ribalta la prospettiva: «È stato lui a insultarmi per primo, in due occasioni. Mi ha definito: persona ignobile, manipolatore, bugiardo. Ho solo risposto per le rime». «Foglia prenendeva da me risposte che non potevo dargli non essendo io il titolare della partita. Ho avuto più volte l’impressione che cercasse lo scontro». L’assessore si dice pronto a difendersi anche nelle sedi giudiziarie, sostenendo di aver registrato gli incontri pubblici. «Non temo alcuna querela – afferma –. Anzi, sarò lieto di far ascoltare tutto ai giudici».
Così, quella che avrebbe dovuto essere una discussione su problemi di quartiere si è trasformata in un caso politico e personale destinato a lasciare strascichi. Tra accuse incrociate, registrazioni e minacce di ricorsi, la vicenda si sposta ora su un terreno dove il confronto politico rischia di diventare materia per le aule di tribunale.













