
Doveva rappresentare una rivoluzione nella manutenzione cittadina, una squadra interna capace di intervenire rapidamente, ridurre i costi e risolvere i piccoli problemi quotidiani senza ricorrere continuamente ad affidamenti esterni. Ma a giudicare dai numeri portati nell’ultimo Consiglio comunale dall’opposizione, la ormai celebre “squadra manutenzione” del Comune di Trezzano rischia di trasformarsi in uno dei casi amministrativi più discussi degli ultimi mesi.
L’ordine del giorno presentato dalla minoranza ha infatti acceso i riflettori sui costi e soprattutto sull’effettivo utilizzo della squadra composta da tre operai comunali. I conti, almeno sulla carta, non sembrano lasciare molto spazio alle interpretazioni. Secondo i dati illustrati durante il dibattito, il costo aziendale annuo per ciascun dipendente, comprensivo di contributi, Tfr, quota pensionistica e altri oneri a carico dell’ente, è pari a circa 25.749 euro. Per l’intera squadra si arriva così a una spesa complessiva annua di oltre 77 mila euro, corrispondente a circa 6.437 euro al mese.
Considerando che il contratto collettivo prevede 156 ore mensili per ciascun lavoratore, la squadra avrebbe a disposizione complessivamente 468 ore di lavoro ogni mese. Nei tre mesi presi in esame, dal 9 febbraio al 28 maggio 2026, le ore effettivamente rendicontate risultano però appena 330. Tradotto: a fronte di una potenzialità di oltre 1.400 ore lavorative, la squadra sarebbe stata utilizzata per circa il 23% del tempo disponibile. Ma è soprattutto l’elenco delle attività svolte ad aver acceso l’ironia dell’aula.
Tra gli interventi registrati figurano infatti la verifica delle chiavi presenti negli uffici comunali, la posa di quadri nell’ufficio del sindaco, lo spostamento di mobili, lo smaltimento di due bidoni di vernice, il riordino di cavi sotto una scrivania, la verifica del numero di condizionatori presenti negli uffici comunali, la chiusura di un rubinetto di scarico, alcune copie di chiavi, vari sopralluoghi e perfino il trasferimento di sei scatole di risme di carta da una sede comunale all’altra. Un elenco che durante la discussione ha suscitato più di una battuta tra i consiglieri presenti.
Per l’opposizione il nodo centrale resta però quello economico. Secondo le valutazioni contenute nell’ordine del giorno, la manodopera necessaria per eseguire le stesse attività attraverso affidamenti esterni sarebbe costata circa 11.880 euro contro i 19.311 euro sostenuti dal Comune nei tre mesi considerati per mantenere operativa la squadra. Una differenza di oltre 7.500 euro, pari a circa il 50% in più. Numeri che, secondo la minoranza, impongono una riflessione sull’efficienza del servizio e sull’opportunità di mantenerne l’attuale organizzazione.
La maggioranza continua invece a difendere il progetto, nato con l’obiettivo di garantire interventi più rapidi e una maggiore autonomia dell’ente nella gestione delle manutenzioni ordinarie. Resta però una domanda che aleggia tra i banchi del Consiglio e che difficilmente potrà essere archiviata con una semplice risposta burocratica: per spostare scatole di carta, controllare chiavi, sistemare cavi sotto una scrivania e chiudere un rubinetto serviva davvero una squadra comunale dedicata? O, come sostiene l’opposizione, il Comune sta pagando una Ferrari per utilizzarla come un carrello della spesa?















Chiedo di avere notizie a Trezzano sul naviglio e hinterland milanese.
Grazie