
Campanella alle 8.30, telefoni consegnati e sei ore davanti al foglio bianco. Per centinaia di studenti del Sud Ovest milanese (residenti nei comuni di Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Corsico, Trezzano, Rozzano), quella di oggi è stata una giornata destinata a restare impressa nella memoria: il debutto all’esame di Maturità 2026. Dall’Omnicomprensivo di Corsico (il liceo Gian Battista Vico, e il Falcone-Righi) e l’istituto Italo Calvino di Rozzano, la mattinata è stata scandita dall’attesa delle tracce ministeriali e dall’emozione del primo vero banco di prova dell’esame di Stato.
Poco dopo le 14 hanno iniziato a uscire i primi maturandi. Volti stanchi ma sorridenti, qualcuno già proiettato verso le vacanze, molti altri con il pensiero rivolto alla seconda prova di domani. «È andata meglio del previsto», racconta Paolo, studente dello Scientifico all’uscita. «Ci aspettavamo tracce legate all’Intelligenza artificiale o ai social network. Invece sono usciti argomenti più classici e in qualche modo più gestibili».
A sorprendere molti candidati è stata proprio l’assenza dei temi che sembravano favoriti della vigilia. Nessun quesito dedicato all’intelligenza artificiale, nessun approfondimento specifico sul mondo digitale. Al loro posto una proposta che ha spaziato dalla letteratura all’attualità, dalla storia alla riflessione sociale. Per l’analisi del testo gli studenti hanno potuto scegliere tra una poesia di Cesare Pavese, “Passerò per Piazza di Spagna”, e un brano tratto da “I piaceri” di Vitaliano Brancati. Tra le tracce più apprezzate dai ragazzi del territorio figurano però quelle di carattere argomentativo e di attualità. In molti hanno scelto il tema sul concetto di fatica, sviluppato a partire da un testo di Mario Calabresi tratto dal libro “Alzarsi all’alba”.
«Mi sono ritrovata molto nella traccia sulla fatica», spiega Eleonora studentessa del liceo Vico. «Parlava di impegno, sacrifici e obiettivi. Era un argomento vicino alla nostra esperienza e mi ha permesso di scrivere con naturalezza». Buon riscontro anche per la traccia dedicata all’incanto, sviluppata a partire da un articolo pubblicato sulla rivista Internazionale, e per quella storica sull’Assemblea Costituente attraverso il discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat.
Non sono mancati coloro che hanno scelto di confrontarsi con il tema delle frontiere o con la riflessione sulla comunicazione scientifica proposta dal giornalista e divulgatore Piero Bianucci. Se il primo scritto sembra aver lasciato sensazioni positive, la vera preoccupazione degli studenti è già rivolta a domani.«L’italiano era la prova che temevo meno», ammette un altro studente del Falcone-Righi. «Adesso arriva matematica e lì sarà tutta un’altra storia».
Domani, venerdì 19 giugno sarà infatti la giornata della seconda prova scritta, diversa per ogni indirizzo di studio. Matematica allo Scientifico, latino al Classico e discipline caratterizzanti negli altri percorsi scolastici. Poi sarà la volta degli orali, che inizieranno la prossima settimana secondo i calendari stabiliti dalle singole commissioni. Per oggi, però, tra i cortili delle scuole di Corsico e Rozzano prevale soprattutto una sensazione: quella di aver superato il primo ostacolo di un esame che segna simbolicamente il passaggio all’età adulta. «Quando siamo entrati stamattina eravamo tutti tesissimi», racconta in coro un gruppo di studenti dell’Italo Calvino. «Adesso almeno possiamo dire di aver rotto il ghiaccio. Per il resto ci penseremo domani».













