
A Trezzano sul Naviglio maggioranza e opposizione trovano un raro punto di convergenza: dire no al progetto della nuova mega centrale elettrica proposta da Terna che dovrebbe alimentare nuovi data center in programma nei comuni di Cusago, Buccinasco e Assago. Dopo le polemiche delle scorse settimane, il tema è approdato in un Consiglio comunale straordinario appositamente convocato. Al centro della discussione, una mozione unitaria sottoscritta da tutti i gruppi consiliari. Il documento è frutto del lavoro congiunto dei responsabili del Partito Democratico e della lista civica Insieme per Trezzano, condiviso da tutti gli altri gruppi politici locali. Un testo che, nei fatti, sancisce una posizione condivisa dell’intero Consiglio contro la realizzazione dell’infrastruttura energetica prevista nella zona Marchesina.
Il progetto Terna
La proposta è stata illustrata dalla società a partecipazione pubblica Terna durante una commissione Territorio il 26 febbraio, dopo alcuni incontri preliminari informali con l’amministrazione comunale. Il progetto prevede la realizzazione di una stazione elettrica di trasformazione da 380 a 220 megawatt, denominata “Fornace”. L’impianto dovrebbe sorgere su un’area di circa 67mila metri quadrati all’interno del Parco Agricolo Sud Milano, una zona naturale protetta che rappresenta uno dei principali polmoni verdi del territorio metropolitano. La nuova stazione servirebbe principalmente ad alimentare la crescente domanda energetica legata alla possibile realizzazione di quattro nuovi data center nel Sud ovest milanese
L’indennizzo e il rebus del protocollo
A fronte della realizzazione dell’impianto sul territorio comunale, a Trezzano sarebbe stato prospettato un indennizzo di circa 400mila euro, Iva inclusa. Una cifra che, secondo i firmatari della mozione, non compenserebbe in alcun modo l’impatto ambientale e territoriale dell’opera. Nel documento è stato sottolineato come Terna non intenderebbe prendere in considerazione soluzioni alternative per soddisfare le proprie esigenze energetiche. Al Comune sarebbe stato anche chiesto di aderire a un protocollo d’intesa finalizzato ad agevolare l’iter procedurale dell’intervento. Il problema è che la firma del protocollo comporterebbe di fatto l’accettazione dell’opera e il trasferimento sul Comune di diversi oneri amministrativi, compresa la gestione di eventuali contenziosi. Quindi: vade retro Terna.
Le preoccupazioni per il territorio
Nel testo della mozione sono state sottolineate anche le preoccupazioni dei residenti, soprattutto da quelli che vivono nel quartiere Marchesina, che temono possibili ricadute ambientali e paesaggistiche legate alla realizzazione dell’infrastruttura. La centrale rischierebbe di danneggiare in modo irreversibile il quartiere e più in generale l’equilibrio ambientale del territorio trezzanese.
Gli impegni del Consiglio comunale
L’approvazione del documento impegna il Comune di Trezzano e tutti i suoi esponenti politici a contrastare l’iter procedurale della centrale elettrica con tutti gli strumenti disponibili. Tra le azioni previste c’è anche la possibilità di reclutare professionisti qualificati, avvocati e consulenti, che possano supportare il Comune in eventuali iniziative tecniche o legali. Infine, ciliegina sulla torta, il sindaco e la giunta dovranno riferire periodicamente in Consiglio comunale sullo stato delle iniziative intraprese e sugli sviluppi della vicenda. La mozione rappresenta un passaggio politico significativo per Trezzano. Dopo le tensioni e il dibattito pubblico delle ultime settimane, il tema della centrale elettrica sembra aver ricompattato l’intero Consiglio comunale.
La centrale di Nerviano
Si è creato un fronte trasversale che, almeno su questo dossier, vede maggioranza di centrodestra e opposizione di centrosinistra muoversi nella stessa direzione: difendere il territorio e chiedere che vengano valutate alternative al progetto presentato da Terna. Terna che investirà quasi 80 milioni di euro nel comune di Nerviano a soli 21 chilometri da Trezzano, dove è prevista la realizzazione di un’altra centrale elettrica denominata “Poglianasca”, progettata in parte con tecnologia a ridotto consumo di suolo. Questa soluzione, secondo la stessa società proponente, è basata sull’assemblaggio di elementi modulari prefabbricati all’interno di un edificio civile, e consentirebbe di ridurre l’ingombro complessivo di circa il 40% rispetto alle tradizionali stazioni elettriche. Perché allora a Trezzano una mega stazione da 67mila metri quadrati?
Io so’ io e voi non siete un c….