
Il rinvio è durato un anno, ma la scadenza è ormai alle porte. Dal 1° ottobre 2026 in Lombardia scatteranno le limitazioni alla circolazione delle auto diesel Euro 5 nei Comuni con più di 100mila abitanti. I possessori di auto dotate di quel tipo di motori, residente nei comuni della provincia milanese, da Corsico a Trezzano, da Cesano Boscone a Buccinasco sino ad Assago e Rozzano, non potranno più circorale sulle strade di Milano e non solo. Il provvedimento riguarda anche le aree di Monza, Brescia e Bergano. La misura, prevista dalla normativa regionale, riguarda le autovetture e si applicherà dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30, esclusi i festivi infrasettimanali.
Il tema è tornato al centro del confronto politico nelle ultime settimane, dopo che il provvedimento era stato rinviato proprio per concedere più tempo alla Lombardia e alle altre Regioni del bacino padano per trovare una soluzione alternativa o compensativa. A luglio 2025 la Regione aveva infatti spostato di un anno l’entrata in vigore, evitando il blocco immediato di oltre 400mila veicoli.Ora, però, il calendario è arrivato alla sua scadenza. E mentre le altre Regioni coinvolte nella strategia comune sulla qualità dell’aria hanno fatto passi indietro, la Lombardia rischia di trovarsi a gestire da sola una misura destinata a incidere su centinaia di migliaia di automobilisti.
Quattro città nel mirino
Il provvedimento non riguarda tutta la Lombardia. Come detto. il perimetro è quello delle aree urbane dei quattro Comuni che superano la soglia dei 100mila abitanti: Milano, Brescia, Monza e Bergamo. È qui che, dal 1° ottobre, le auto diesel Euro 5 non potranno circolare negli orari stabiliti. Il divieto non significa però che queste vetture dovranno rimanere ferme per l’intera settimana. Al di fuori della fascia 7.30-19.30 dal lunedì al venerdì, la limitazione ordinaria non si applica. La situazione cambia invece per chi utilizza strumenti alternativi come MoVe-In. Il calendario è già definito anche per le categorie successive: dal 1° ottobre 2027 le limitazioni interesseranno i veicoli Euro 5 delle categorie M2, N1 e N2, mentre dal 2028 il provvedimento sarà esteso alle altre categorie previste dalla normativa regionale.
Quasi 450mila auto coinvolte
La dimensione del problema è particolarmente rilevante. Secondo i dati citati nel comunicato, sono quasi 450mila le auto diesel Euro 5 che rischiano di essere interessate dalle restrizioni. Una parte consistente si concentra nell’area milanese. La provincia di Milano, secondo i dati riportati, conta infatti quasi 85mila vetture Euro 5 destinate a essere coinvolte dal provvedimento. Numeri che spiegano perché, negli ultimi mesi, il blocco sia diventato uno dei temi più discussi sul fronte della mobilità regionale.
Il nodo politico: il rinvio non ha risolto il problema
La partita nasce da un provvedimento che avrebbe dovuto riguardare in maniera coordinata l’intero bacino padano, coinvolgendo Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. La Lombardia si trova invece ora a dover applicare la propria disciplina regionale mentre il confronto sulle possibili alternative prosegue. Il tema era già arrivato sul tavolo del Governo. Il 14 settembre il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha dichiarato di avere chiesto una proroga del blocco dei diesel Euro 5, sostenendo che in Lombardia sarebbero a rischio circa 500mila cittadini. Si tratta, naturalmente, di una posizione politica del ministro e non della modifica del calendario attualmente pubblicato dalla Regione. E proprio il mancato accordo sulle soluzioni alternative rende oggi particolarmente delicata la scadenza del 1° ottobre.
L’ipotesi MoVe-In e il tetto dei chilometri
Una delle possibilità sul tavolo è MoVe-In, non è quindi semplicemente “libero” dal divieto: può continuare a utilizzare il veicolo entro una soglia chilometrica prestabilita. il sistema regionale che consente ai proprietari dei veicoli soggetti alle limitazioni di sostituire il blocco basato su giorni e orari con un limite annuale di chilometri percorribili nelle aree interessate. Il meccanismo utilizza una scatola nera installata sull’auto, che rileva i chilometri percorsi attraverso un sistema satellitare. Chi aderisce non è quindi semplicemente “libero” dal divieto: può continuare a utilizzare il veicolo entro una soglia chilometrica prestabilita. La questione centrale resta però quella delle soglie e delle modalità con cui il sistema dovrebbe essere applicato ai diesel Euro 5 dal prossimo ottobre.
E adesso?
Il punto, a pochi giorni dall’entrata in vigore, è che il calendario ufficiale della Regione indica ancora il 1° ottobre 2026 come data di partenza. Per gli automobilisti interessati, dunque, la questione non è più quella di un lontano provvedimento annunciato e continuamente rinviato. Se non interverranno nuove disposizioni, tra pochi giorni il divieto diventerà operativo nelle quattro città lombarde sopra i 100mila abitanti. Il rinvio di un anno ha spostato il problema, ma non lo ha cancellato. E il mancato accordo sulle alternative lascia ora aperta la partita proprio a ridosso della scadenza.













