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Trezzano: comitati di quartiere all’anno zero, si scioglie anche quello di zona Azalee

Il motivo? Delusi che ogni loro istanza cada nell’indifferenza di una classe politica sorda ad ogni tipo di collaborazione

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Nella foto, via Croce 1, sede del Comitato Azalee a Trezzano sul Naviglio

Erano l’espressione più genuina della partecipazione alla gestione della città. Uno dopo l’altro hanno gettato o stanno gettando la spugna. Delusi che ogni loro istanza cada nell’indifferenza di una classe politica sorda ad ogni tipo di collaborazione. Qui si parla di Comitati di quartiere che a Trezzano hanno (o meglio avevano) una lunga tradizione, una tradizione che parte sin dagli Anni Ottanta del secolo scorso. Oggi, in quest’ambito è in atto una desertificazione che sembra inarrestabile.

Azalee addio

L’ultimo ad abbandonare il campo è il Comitato Azalee, dal nome del quartiere sorto a ridosso del centro sportivo di via Casaleggi e della Tangenziale ovest. In un comunicato diffuso nei giorni scorsi firmato dalla presidentessa Luisa Ferrari sono stati illustrati i motivi della rinuncia. Sono tre, in sintesi. A partire dal sempre più ridotto numero di consiglieri attivi (si contano sulle dita di una mano, scrive la Ferrari) e dalla mancanza di figure di ricambio.

Il senso di frustrazione

Il nocciolo della questione, però va individuata soprattutto nella “innegabile difficoltà di interazione con l’amministrazione comunale sorta nel secondo mandato (del sindaco Fabio Bottero ndr) accentuatasi negli ultimi tempi, difficoltà che si riflette sul senso di frustrazione che ci ha investito e ci investe nel non riuscire a traghettare le istanze del quartiere come abbiamo sempre fatto, Ascolto e attenzione ci avevano consentito nel tempo, di ottenere risultati importanti che oggi parrebbero irrealizzabili”.

Una sconfitta per tutta la comunità

Il non riuscire a farsi ascoltare dall’amministrazione comunale ha provocato una diffusa e “percepita inefficienza e mancanza di incisività” che ha “accentuato le difficoltà di socializzazione conseguenti al lungo periodo di isolamento dovuto alla pandemia”. Così, nell’assemblea generale del 24 novembre scorso, la maggioranza dei consiglieri presenti ha votato a favore dello scioglimento del Comitato. “Siamo a informarvi – ha scritto Luisa Ferrari – con grande rammarico e consapevoli che ogni volta che un’iniziativa corale e spontanea fallisce è una sconfitta per tutta la comunità”.

Le battaglie vinte

Dalla lettura del comunicato appare evidente quanto si sia lontani dalle battaglie combattute e vinte dal Comitato di quartiere del Tr1 (Francesco Pinnisi, where are you?) la cui mobilitazione ha permesso di allontanare da via Gioberti la Plariver, una azienda che utilizzava materie plastiche cancerose e le disperdeva nell’atmosfera. Solidarietà a Luisa Ferrari è arrivata da più parti. Quella che riassume sentimenti e delusioni è di una rappresentante del comitato Marchesina che si firma Mari Esse.

Cittadini trattati malamente

“Mi dispiace moltissimo, – ha scritto in un post – in questi ultimi 8 anni i cittadini volenterosi che hanno cercato di migliorare il proprio quartiere sono stati malamente trattati da questa amministrazione comunale, il dialogo è possibile solamente a certe condizioni che non corrispondono certamente con un sereno e democratico confronto. Tanti sorrisi, tante promesse e zero risultati. Senza risultati tutto lo sforzo diventa inutile, mi dispiace moltissimo per il vostro gruppo, eravate una bella squadra, persone disponibili, di grande spessore, sempre propositivi, sempre collaborativi, e tanto più, senza di voi la Trezzano che sognavo si impoverisce ancora. Anche per noi in Marchesina, Tr3, Tr5, è successo la stessa cosa, fortunatamente non eravamo così ben strutturati come voi e quindi la parte burocratica è stata più semplice. Adesso anziché Comitato di quartiere ci piace sentirci cittadini del quartiere Marchesina e vedremo prossimamente come muoverci. Grazie a tutti voi, è stato un piacere conoscervi”.

Visti con fastidio

“L’impressione – continua il post – è che i comitati siano stati sempre vissuti come un fastidio da parte di chi ci amministra. Raramente abbiamo avuto l’impressione di essere stati considerati un aiuto prezioso per rappresentare le istanze dei cittadini residenti, se le criticità segnalate venivano interpretate sempre come critica politica, se espresse da comitati non allineati … troppe volte ci siamo sentiti dire che non il ns parere non contava nulla, rappresentanti di noi stessi … peccato, avevamo una diversa idea del concetto di “ democrazia partecipativa”.. un caro saluto ai componenti dell’ex comitato Azalee, da parte dell’estinto comitato Marchesina”. Trezzano diventa sempre più povera.

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