
Il Liceo Statale Giovan Battista Vico di Corsico è tra i protagonisti della quinta edizione de “La Coscienza di Zeta”, il progetto di responsabilità sociale promosso da Lactalis Italia e riservato agli studenti delle scuole superiori dei territori in cui il gruppo è presente con i propri stabilimenti. L’edizione 2025–2026 affronta un tema quanto mai attuale: “Social e socialità: come i social influenzano i rapporti e la qualità delle relazioni”. Un percorso pensato per accompagnare ragazze e ragazzi in una riflessione critica sul modo in cui costruiscono la propria identità digitale, vivono le relazioni online e offline e interpretano emozioni come appartenenza, confronto e solitudine.
Insieme al liceo di Corsico, partecipano all’iniziativa anche l’Istituto Ven. Luzzago di Brescia e l’Istituto Tecnico Economico G.B. Bodoni di Parma, in un progetto che negli anni è cresciuto fino a diventare un punto di riferimento nel percorso di responsabilità sociale dell’azienda. Il programma prevede, in ciascuna scuola, quattro incontri in presenza della durata di due ore, guidati da educatori, pedagogisti e professionisti della comunicazione. Gli studenti lavoreranno in gruppo alla realizzazione di una campagna social dedicata al tema dell’anno, sviluppando competenze critiche, relazionali e comunicative. I progetti selezionati saranno realizzati professionalmente e uno verrà pubblicato sui canali social di Lactalis. Il percorso si concluderà con un evento finale nella nuova sede milanese dell’azienda, momento di confronto tra scuola e impresa.
«La Coscienza di Zeta rappresenta per Lactalis un progetto strategico, perché incarna in modo concreto il nostro purpose “Alimentiamo il futuro” – dichiara Vittorio Fiore, direttore comunicazione e sostenibilità di Lactalis Italia –. Crediamo che il ruolo di un’azienda responsabile sia anche quello di contribuire alla crescita delle comunità in cui opera, creando occasioni di ascolto e confronto con le nuove generazioni». Sull’importanza del tema interviene anche la dirigente scolastica del Vico, Silvia Bassi: «I social fanno parte della vita quotidiana dei giovani: non devono essere demonizzati ma compresi, per poterne cogliere limiti e rischi senza retorica. Possono essere un mezzo creativo, ma anche uno specchio che amplifica insicurezze e confronto continuo. È fondamentale aiutare i ragazzi a riconoscere la vita vera, fatta di tempi lenti, errori e relazioni che non si misurano in visualizzazioni».













