
Nel 2026 si celebra l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, patrono d’Italia e figura capace ancora oggi di parlare ai giovani e al mondo intero. Anche Rozzano si inserisce in questo cammino spirituale con un ricco programma di iniziative che unisce fede, arte, memoria e impegno educativo. Cuore simbolico di questo percorso è la realizzazione di una riproduzione della Porziuncola all’interno della chiesa di Sant’Angelo, un’opera che diventa segno tangibile dell’eredità francescana nel territorio.

La Porziuncola, la piccola chiesa situata nella Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, è uno dei luoghi più cari a san Francesco: tra le sue mura comprese la propria vocazione, accolse santa Chiara e i primi frati, ricevette il dono del Perdono di Assisi e inviò i suoi compagni ad annunciare la pace. È proprio a questa sorgente spirituale che guarda la Porziuncola rozzanese, realizzata grazie ad Antonio Celandroni, collaboratore instancabile della Pastorale Giovanile.
Inserita nella grande chiesa penitenziale di Sant’Angelo, la piccola chiesetta “senza porte” non intende sostituirsi alla parrocchia dei Santi Chiara e Francesco di Ponte Sesto. Come ad Assisi la Porziuncola è custode del Perdono, così a Rozzano diventa invito permanente a una Chiesa accogliente, aperta, capace di ricucire le fratture del presente. Il 2026 assume inoltre un valore simbolico particolare perché ricorre anche l’anniversario dello storico 27 ottobre 1986, quando san Giovanni Paolo II convocò ad Assisi la Giornata mondiale di preghiera per la pace. Davanti alla Porziuncola, leader di diverse religioni si incontrarono nel segno del dialogo, in un tempo segnato dalla minaccia nucleare. Oggi, mentre nuovi conflitti insanguinano il mondo, quel messaggio di pace e fraternità risuona con rinnovata urgenza.
La Porziuncola di Rozzano si inserisce così nel più ampio cammino giubilare francescano (2023-2026), che ha ripercorso gli ultimi anni della vita del Poverello: dall’approvazione della Regola e il Natale di Greccio, al dono delle Stimmate, fino al Cantico delle Creature. Proprio l’ultima strofa del Cantico, dedicata a “sora nostra morte corporale”, diventa la chiave di lettura del Centenario: una testimonianza di riconciliazione, libertà interiore e fraternità. All’interno della chiesetta trovano spazio le riproduzioni dei 28 affreschi di Giotto sulla vita di san Francesco, mentre sulla parete sinistra, mese dopo mese, si alterneranno mostre tematiche che esploreranno il santo nel dialogo con il mondo, la Chiesa, la pace, la natura e i santi francescani. Nell’ottobre 2026 l’esterno della chiesa ospiterà inoltre la mostra “Francesco – Rozzano e la centralità della periferia”, sottolineando il legame tra il messaggio francescano e la vita delle comunità periferiche.
Grazie all’utilizzo di QR code, visitatori, studenti, gruppi di catechesi e cittadini potranno approfondire la spiritualità francescana e il significato delle opere esposte. Uno spazio pensato come luogo aperto alla città, alle scuole e ai giovani. Il progetto è stato realizzato nell’ambito della Pastorale Giovanile “Fragile Bellezza”, con il sostegno di Fondazione Cariplo e della Fondazione di Comunità, e rappresenta una scelta chiara: una Chiesa che vuole essere davvero secondo il Vangelo non può che avere la forma di una casa accogliente, una chiesa senza porte, sempre aperta all’incontro, al perdono e alla pace.
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