
A Corsico, il settore della Polizia locale continua a fare i conti con problemi organizzativi e con una crescente difficoltà a trattenere gli agenti. Durante l’ultimo Consiglio comunale, il sindaco ha annunciato che nei prossimi mesi il comando sarà dotato di un’unità cinofila. Un progetto che guarda al potenziamento dei servizi sul territorio, ma che si confronta con una situazione interna tutt’altro che rosea. Il problema principale è il turnover del personale, arrivato a livelli particolarmente elevati. La professione sembra essere diventata sempre meno appetibile e il confronto con il passato è significativo: al concorso del 1995 si presentarono 180 candidati, mentre oggi, per coprire i posti vacanti, è necessario attingere anche a graduatorie intercomunali.
Le partenze previste nelle prossime settimane danno la misura delle difficoltà. Nei giorni scorsi un agente di recente assunzione ha lasciato Corsico per andare a Milano. Un vice commissario è in uscita dopo aver vinto un concorso a Cesano. Dal primo dicembre è previsto il trasferimento di un altro agente, vincitore di un concorso nel Parmense, mentre a metà dicembre dovrebbe lasciare il comando un secondo vice commissario, che ha presentato le dimissioni. A queste uscite si aggiunge un ulteriore elemento di preoccupazione: sei agenti inseriti nella graduatoria dell’ultimo concorso del Comune di Milano sarebbero in attesa della chiamata. Una prospettiva che potrebbe tradursi in nuove partenze e rendere ancora più difficile garantire continuità ed efficienza ai servizi.
Il nodo del comandante
Le criticità non riguardano soltanto il personale operativo. Anche la ricerca di una figura alla guida del comando si è conclusa senza esito: la selezione avviata per individuare un nuovo comandante è andata a vuoto. Corsico ha avuto per anni comandanti di comprovata esperienza, molti dei quali provenienti dai ranghi della Polizia locale di Milano. Da tempo, invece, la responsabilità del settore è affidata a una funzionaria comunale con un percorso professionale nell’ambito dell’amministrazione e della finanza. Una scelta che, secondo quanto riferiscono alcuni agenti, alimenta perplessità. «Per quanto sia un’eccellente professionista, una stakanovista, le manca esperienza nel settore», è il giudizio riportato dagli operatori. Una valutazione che evidenzia la distanza tra le competenze amministrative e quelle specifiche richieste per dirigere un comando di Polizia locale.
Il disagio degli agenti e l’ipotesi del servizio fino all’una di notte
In questo contesto si inserisce anche l’ipotesi di prolungare il servizio fino all’una di notte. Un’estensione dell’orario che rischia di incontrare ulteriori resistenze in un ambiente nel quale, secondo quanto emerge dalle testimonianze raccolte, il malessere è già profondo, soprattutto tra gli agenti con maggiore anzianità di servizio. Il rischio è che il comando continui a perdere personale proprio mentre si punta ad ampliare i servizi e le attività sul territorio. L’annunciata unità cinofila rappresenta un possibile investimento, ma la sua efficacia dovrà necessariamente fare i conti con la disponibilità di risorse umane e con la capacità dell’amministrazione di creare condizioni di lavoro che favoriscano la permanenza degli operatori.
La fotografia che emerge è quella di un comando che fatica a trattenere i propri agenti. Una sorta di porta girevole, dalla quale si entra e dalla quale si esce rapidamente verso realtà considerate più attrattive o più vivibili. La questione, dunque, non riguarda soltanto le nuove dotazioni o l’organizzazione dei turni. La sfida per Corsico è riuscire a rendere nuovamente attrattivo il proprio comando, valorizzando le professionalità presenti e garantendo una direzione adeguata. Perché potenziare i servizi è importante, ma senza personale stabile e una guida con esperienza rischia di diventare un obiettivo difficile da raggiungere.















Un comando dovrebbe essere gestito da un Comandante con gli attributi ma, una tale figura farebbe paura ai politici di qualsiasi colore. Altrimenti non si spiegherebbe perché nel coso degli anni, nessuna amministrazione sia riuscita a dotare la struttura di una figura stabile e competente inserita nell’organico e non assunta a contratto.