
Una visita di rilievo ha acceso i riflettori su una delle realtà scolastiche più significative del territorio. Questa mattina il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha fatto visita all’Istituto Comprensivo “Elisa Barozzi Beltrami”, in via Garofani, incontrando studenti, docenti e dirigenti scolastici. Ad accogliere il Ministro erano presenti il sindaco Ferretti, l’assessore alla Pubblica Istruzione Maria Cristina Perretta e alcuni membri dell’amministrazione comunale.
L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto diretto sui temi dell’educazione, dell’innovazione didattica e del ruolo sociale della scuola, permettendo al Ministro di conoscere da vicino una realtà considerata un’eccellenza educativa. Durante la visita, il sindaco Mattia Ferretti ha sottolineato il valore simbolico e concreto dell’iniziativa. «Questa visita rappresenta un segnale concreto di attenzione verso un modello di scuola che ogni giorno lavora sul campo con grande competenza e passione», ha dichiarato, ringraziando il Ministro per il tempo dedicato all’ascolto e al dialogo con la comunità scolastica. «È anche da momenti come questi che nascono politiche educative all’avanguardia e attente ai bisogni degli studenti. Rozzano continuerà a investire sull’istruzione come leva fondamentale di crescita per le nuove generazioni».
Sulla stessa linea l’assessore all’Istruzione Maria Cristina Perretta, che ha evidenziato il ruolo dell’Istituto Comprensivo Elisa Barozzi Beltrami come modello virtuoso. «È un esempio concreto di come innovazione, inclusione e qualità dell’insegnamento possano produrre risultati tangibili», ha spiegato. «Il dialogo con il Ministro Valditara è stato un momento prezioso per valorizzare il lavoro quotidiano delle nostre scuole, che non si limitano alla didattica ma svolgono una funzione educativa e sociale fondamentale per il territorio».
La visita si è svolta in un clima di partecipazione e attenzione, con il coinvolgimento diretto della comunità scolastica. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al dirigente scolastico Benedetto Lupo, al corpo docente e agli studenti, per l’impegno e la dedizione che ogni giorno contribuiscono a rendere l’istituto un luogo di apprendimento, crescita e inclusione. Un appuntamento che rafforza il dialogo tra istituzioni locali e nazionali e conferma il ruolo centrale della scuola come pilastro dello sviluppo culturale e sociale della comunità. Il tutto, in attesa che il comitato preposto decida sulla candidatura di Rozzano a Capitale della cultura.
A margine della visita, il ministro è tornato anche sul tema della sicurezza nelle scuole, soffermandosi sull’ipotesi dell’utilizzo dei metal detector. «C’è la necessità di tutelare l’intera comunità scolastica – studenti, docenti, personale Ata e dirigenti – ha spiegato –. In alcune realtà, laddove il dirigente scolastico e la comunità lo ritengano opportuno, ho ritenuto corretto consentirne l’uso, naturalmente d’intesa con il prefetto».
Secondo il ministro, si tratta di una misura già condivisa da numerosi presidi e che va letta esclusivamente in chiave preventiva. «Non bisogna alimentare polemiche sterili: la priorità resta la sicurezza dei ragazzi e di chi ogni giorno lavora nella scuola», ha sottolineato. I metal detector, ha precisato, non sarebbero installati in modo permanente ma utilizzati in forma mobile e non quotidiana. «Anche un impiego non continuativo avrebbe comunque un forte effetto dissuasivo», ha aggiunto, paragonandoli ai dispositivi già adottati in contesti frequentati dai giovani, come festival, eventi e manifestazioni pubbliche.










