Un’aggressione brutale, avvenuta in pieno giorno, all’interno di un’abitazione tranquilla nel centro del paese. Un martello piantato nel cranio, un uomo di 80 anni in gravissime condizioni e un nome che riporta direttamente agli anni più bui della criminalità organizzata in Lombardia: Rosario Barbaro. È lui il principale indiziato per il tentato omicidio dell’anziano aggredito ieri, giovedì 18 settembre, in via Roma, a Vermezzo con Zelo. L’uomo, 53 anni, è il genero della vittima.
Secondo le prime ricostruzioni, lo avrebbe colpito ripetutamente mentre dormiva, lasciandolo agonizzante sul letto, con ancora l’arma del delitto conficcata nel cranio. A dare l’allarme è stata la padrona di casa, una donna di 95 anni da cui l’anziano si trovava in visita. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118 e i carabinieri della compagnia di Abbiategrasso. L’anziano è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Humanitas, dove ha subito un delicato intervento chirurgico. Le sue condizioni restano gravissime.
Il movente: vecchi rancori familiari
Dietro l’aggressione, secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Pavia, ci sarebbero vecchi dissidi familiari. Rosario Barbaro, che avrebbe agito con il volto coperto da un casco, è stato fermato poche ore dopo l’aggressione e ora si trova in stato di custodia cautelare con l’accusa di tentato omicidio. Ma la vicenda ha anche un risvolto inquietante sul piano criminale. Rosario Barbaro non è un nome qualunque.
Chi è Rosario Barbaro
Nato a Platì, in Calabria, e cresciuto tra Buccinasco e Motta Visconti, Barbaro è stato condannato nel 2008 per associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione Cerberus, una maxi inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel settore del movimento terra in Lombardia. Appartiene a una delle famiglie più potenti della criminalità calabrese, i Barbaro-Papalia, da anni radicati nel Nord Italia. Il fratello Salvatore è sposato con Serafina Papalia, figlia del boss Rocco Papalia. Il padre dei due, Domenico Barbaro detto “Micu l’Australiano”, era già legato storicamente ai fratelli Papalia, storici referenti della ’ndrangheta in Lombardia.
Un pentito che fa tremare i clan
Qualche mese fa, Rosario Barbaro era finito al centro di un altro clamoroso capitolo: era diventato collaboratore di giustizia. La notizia era stata rivelata dal Fatto Quotidiano, che avevca pubblicato stralci di verbali firmati da Barbaro e consegnati alla DDA di Milano già a partire dal 2021. In quella occasione, il malvivente aveva ammesso di appartenere alla “locale” di ‘ndrangheta di Corsico-Buccinasco con il grado di “picciotto” e aveva fornito dettagli sulle dinamiche interne e sui legami con altri gruppi, come la locale di Pioltello. La sua era stata la prima vera defezione interna al clan Papalia, un evento potenzialmente dirompente dopo oltre 40 anni di controllo criminale sul territorio lombardo. Una collaborazione però che poi era stata smentita almeno secondo dichiarazioni recenti dell’indagato
Un atto personale o qualcosa di più?
Resta ora da chiarire se l’aggressione al suocero sia stata un gesto isolato legato esclusivamente a rancori familiari o se possa esserci un risvolto collegato ai fragili equilibri mafiosi, magari messi in crisi dalla scelta di Barbaro di diventare un “pentito”. Gli inquirenti, intanto, proseguono le indagini. Al momento non risultano coinvolti altri soggetti, ma il passato dell’aggressore – e il suo presente da collaboratore – lasciano aperte diverse ipotesi. Dopo l’aggressione Barbaro è fuggito.
Le indagini dei Carabinieri della compagnia di Abbiategrasso e del Nucleo Investigativo di Milano sono iniziate immediatamente. Una volta catturato, gli è stata notificata l’accusa di tentato omicidio. L’uso dell’arma improvvisata, il fatto che la vittima dormisse e non potesse difendersi, rendono il caso particolarmente aggravante. Le autorità stanno raccogliendo testimonianze, esaminando le telecamere di videosorveglianza della zona, cercando conferme sul percorso logico del delitto.
Domande aperte e scenari futuri
Qual è stato il reale movente? Fino ad ora si parla di dissidi personali, ma sarà necessario capire se esistono elementi legati a intimidazioni, estorsioni o vendette più grandi. Quanto ha influito il passato criminale di Barbaro sull’evento? E come verrà valutata la sua posizione da parte della magistratura, dato il suo precedente penale e il ruolo di ex collaboratore. Come reagirà il suo clan di appartenenza visto il riaccendersi dei riflettori?













