
Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 si avvicinano e con esse un imponente piano di sicurezza che, se da un lato punta a garantire il regolare svolgimento dei Giochi, dall’altro sta già sollevando forti preoccupazioni tra i residenti dei territori coinvolti. Tra questi c’è Assago, inserita a pieno titolo tra le “zone rosse” individuate nell’area metropolitana milanese.
Dal 2 al 22 febbraio, in concomitanza con le competizioni olimpiche, attorno ai siti di gara saranno attive limitazioni con controlli rafforzati, accessi contingentati, divieti di stazionamento, chiusure stradali e restrizioni al traffico. Un dispositivo di sicurezza definito necessario dalle autorità, ma che per molti cittadini rischia di trasformarsi in un vero e proprio ostacolo alla vita quotidiana.
Ad Assago, dove è prevista una delle cinque zone rosse complessive (tre a Milano città e due nell’hinterland, a Rho e appunto ad Assago), cresce il malcontento. L’accusa più ricorrente rivolta all’amministrazione comunale è quella di una comunicazione insufficiente e poco chiara. Molti residenti denunciano di non essere stati adeguatamente informati su divieti di transito, strade chiuse e percorsi alternativi.
«Non sappiamo come rientrare a casa nei giorni delle gare», è una delle lamentele che circola con maggiore insistenza. Una situazione che genera confusione e preoccupazione, soprattutto per chi lavora fuori dal comune o ha necessità quotidiane legate a scuola, assistenza familiare o spostamenti sanitari.
Il piano di sicurezza, per rigidità e impatto sulla vita dei cittadini, viene da più parti paragonato alle misure adottate durante l’emergenza Covid-19. Intorno ai siti olimpici saranno in vigore anche il divieto di sorvolo per droni e aerei privati, lo stop ai velivoli negli scali di Linate e Bresso e, in alcune giornate chiave, la chiusura delle scuole e l’invito agli uffici pubblici a favorire lo smart working.
Il 6 febbraio, giorno dell’inaugurazione dei Giochi e del passaggio della Fiamma Olimpica, le restrizioni saranno ulteriormente rafforzate. In quelle ore, la mobilità subirà forti limitazioni e i residenti temono di ritrovarsi “bloccati” nel proprio quartiere, senza indicazioni precise su come muoversi.
Se l’obiettivo dichiarato è garantire sicurezza e ordine pubblico, resta aperta la questione del bilanciamento tra esigenze dell’evento e diritti dei cittadini. Ad Assago, più che l’evento in sé, a preoccupare è l’assenza di risposte concrete: informazioni tardive, percorsi alternativi non definiti e un senso diffuso di esclusione dalle decisioni che incidono direttamente sulla quotidianità di migliaia di persone.
Le Olimpiadi rappresentano una vetrina internazionale e un’occasione storica per il territorio. Ma senza un dialogo chiaro e tempestivo con i residenti, il rischio è che l’entusiasmo per i Giochi lasci spazio a disagi, polemiche e malcontento. Ecco alcune dichiarazioni raccolte tra i residenti, molti dei quali hanno preferito l’anonimato: «Siamo favorevoli alle Olimpiadi, ma non è possibile scoprirе all’ultimo momento che non possiamo più passare dalla strada sotto casa. Nessuno ci ha spiegato cosa succederà nei giorni delle gare» si lamenta Roberto.
«Il problema non è la sicurezza, – attacca una residente in via Di Vittorio – ma la mancanza di informazioni. Non sappiamo quali vie saranno chiuse, per quanto tempo e come rientrare a casa dopo il lavoro. Sembra essere tornati ai tempi del Covid: zone rosse, divieti, controlli. Ma allora almeno arrivavano comunicazioni chiare, qui invece regna la confusione». «Abito – conclude una sua vicina di casa – vicino all’area interessata e ho genitori anziani: se bloccano le strade, come faccio a raggiungerli o a farmi raggiungere in caso di emergenza?».














