
É arrivata ad una nuova fase la vicenda dell’immobile sequestrato al clan dei Papalia di via Nearco 6, confiscato alla ‘ndrangheta e assegnato al Comune di Buccinasco. Dopo la vittoria del boss che ha ottenuto dal tribunale di Milano l’utilizzo del cortile, la parte dell’immobile pignorata ospiterà un nuovo progetto: accoglierà cittadini ucraini in fuga dal proprio paese. La proposta è stata avanzata dalla Prefettura di Milano.
La sentenza
I fatti che riguardano l’utilizzo della villetta sono noti. Lo scorso gennaio il Tribunale ordinario di Milano, ha emesso la sentenza nella causa intentata dalla famiglia Papalia contro il Comune di Buccinasco. Oggetto del contendere, il cortile su cui si aprono i locali assegnati dallo Stato all’Amministrazione comunale. I giudici hanno stabilito che l’uso di quell’area, non essendo incluso nel provvedimento di confisca, può essere utilizzato dalla famiglia Papalia. Il Comune è stato così obbligato a rimuovere l’inferiata che ne impediva l’accesso.
La proposta
Dopo la minaccia di rinunciare all’assegnazione dei locali che per qualche anno hanno ospitato minori non accompagnati in fuga da paesi del terzo mondo, è arrivata la proposta del prefetto. In Lombardia ci sono circa 40mila ucraini, di cui 12.808 nella Città metropolitana di Milano. “La Prefettura di Milano – ha scritto Renato Saccone – continua ad assicurare a tutti gli ucraini che ne facciano richiesta una sistemazione in centri d’accoglienza straordinaria. Giornalmente emerge la necessità di nuovi posti disponibili che viene soddisfatta ricorrendo anche all’utilizzo dei beni in gestione all’Agenzia dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata o di immobili degli Enti locali”.
La chiesa Valdese
In questo contesto – ha proposto il Prefetto – l’immobile di via Nearco potrebbe essere utilizzato per l’accoglienza dei cittadini ucraini, mettendolo a disposizione del Comune di Cesano Boscone che, in qualità di capofila per l’Ambito territoriale del Corsichese, ha già sottoscritto con la Prefettura un accordo di collaborazione. In questo modo la gestione dell’immobile e delle esigenze dei cittadini ucraini verrebbe assicurata interamente dalla Diaconia Valdese, soggetto gestore individuato dal Comune capofila nel percorso di accoglienza, con l’esplicito incarico di assicurare il corretto utilizzo delle aree comuni e di relazionarsi con gli altri proprietari. La Prefettura manterrà un ruolo di vigilanza sulla corretta attuazione dell’accordo di collaborazione per l’accoglienza straordinaria.”













