domenica - 25 Settembre 2022
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‘Ndrangheta, estradato Rocco Morabito: torna in Italia dopo 30 anni uno tra i trafficanti di droga più potenti al mondo

È nipote di Giuseppe Morabito, boss di una delle più potenti 'ndrine della Locride, collegata a quella dei Barbaro – Papalia che fa il bello e il cattivo tempo a Buccinasco, Corsico, Cesano Boscone e dintorni

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Nella foto, Rocco Morabito, considerato uno dei dieci più pericolosi latitanti al mondo

È considerato uno dei più  importanti trafficanti internazionali di droga al mondo. Rocco Morabito, 56 anni, è atterrato questa mattina all’alba all’aeroporto di Roma – Ciampino. È stato estradato dal Brasile, dove era stato arrestato il 25 maggio 2021 dalla polizia federale brasiliana, nel corso di un’operazione congiunta con i carabinieri del Ros, in collaborazione con gli agenti della Dea e Fbi statunitensi. In Italia deve scontare una pena definitiva di 30 anni di reclusione.

Morabito era inell’elenco dei 10 latitanti più pericolosi al mondo ed era stato inserito nel “Programma speciale di ricerca” del Ministero dell’Interno. Massimo ricercato d’Italia, secondo soltanto a Matteo Messina Denaro, appresenta una delle punte di diamante del ‘ndranghetismo anni 2000. È nipote di Giuseppe Morabito, boss di una delle più potenti ‘ndrine della Locride, collegata a quella dei Barbaro – Papalia che fa il bello e il cattivo tempo a Buccinasco, Corsico, Cesano Boscone e dintorni.

La sua storia è un vero romanzo criminale. Nel 1988, a 22 anni, mentre frequentava l’Università di Messina, fu arrestato per minacce rivolte a un docente universitario. Nel 1989 viene assassinato ad Africò suo fratello Leo. Nello stesso anno lo ritrovano a Sessa Aurunca, nell’abitazione di Alberto Beneduce, detto ‘a cocaina, camorrista narcotrafficante. A 25 anni va a vivere a Casarile e frequenta lo zio Domenico Mollica, anche lui affiliato alla ‘ndrangheta in compagnia del quale viene fotografato dalle forze dell’ordine a Milano  incontrano dei narcotrafficanti colombiani.

Il 15 luglio 1992 tentò il trasporto di 592 chili di cocaina dal Brasile verso l’Italia. Un anno dopo il carico era di 693 chili. Nel 1994 alla conclusione dell’operazione Fortaleza fu condannato a 30 anni di carcere per associazione di tipo mafioso e traffico di droga. Nel 1995 fu inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi d’Italia. Nel frattempo la sua villetta a Casarile, sottoposta a sequestro giudiziario, diventò una biblioteca comunale mentre ad Africo gli venne sequestrata un’altra villa in attesa di destinazione d’uso.

Dopo 23 anni di latitanza, fu catturato una prima volta a Montevideo il 4 settembre 2017 in un’operazione eseguita dalla polizia uruguaiana. Che scopri come l’uomo nelle sue mani fosse destinatario di un mandato d’arresto internazionale emesso dalla Procura di Reggio Calabria. Il 29 marzo 2019 il tribunale di appello in Uruguay autorizzò l’estradizione per l’Italia. Peccato che tre mesi dopo evase dalla terrazza del carcere “Central” di Montevideo.

Dopo quasi 2 anni di latitanza, il 24 maggio 2021, il secondo arresto, quello si spera definitivo, nella capitale dello stato di Paraíba, João Pessoa, dalla polizia brasiliana con il supporto investigativo dei Carabinieri del Ros. Il 9 marzo e poi in appello il 25 maggio 2022, il Supremo Tribunal Federal brasiliano ha formalmente autorizzato la sua estradizione dal penitenziario federale di Brasilia in cui era stato rinchiuso, disponendo tuttavia la sottrazione da un’eventuale condanna della detenzione scontata nel Paese sudamericano e l’applicazione di una pena massima di 30 anni di carcere. Quella che dovrà scontare in Italia.

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