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Maxifrode Italia-Cina da 270 milioni di euro: la base operativa era a Trezzano sul Naviglio

guardia-di-finanzaEra a Trezzano sul Naviglio una delle basi operative di una maxifrode che ha portato all’arresto di ventidue persone per un giro di cooperative che emettevano fatture false. Non solo. Il gruppo aveva anche messo in funzione un sistema di società fatte fallire senza che fossero pagati i debiti con il fisco. La frode era stata ideata da un italiano originario di Torre del Greco ma con una società che aveva la sede sulle rive del Naviglio. L’uomo, si avvaleva della complicità di alcuni cinesi per riciclare i proventi della truffa.

Ventidue arresti

L’operazione è scattata questa mattina. Dieci degli indagati sono finiti in carcere, dodici ai domiciliari. Gli ordini di arresto sono stati firmati dal gip Luca Milani. Su richiesta Grazia Colacicco, Pasquale Addesso e Roberto Fontana sono stati posto sotto sequestro preventivo valori per 290 milioni. Le ipotesi di reato sono di  associazione a delinquere, bancarotta, frode fiscale e riciclaggio.

Il boss e il socio cinese

L’intera inchiesta ruota attorno alla figura di Salvatore Bordo, 49enne di Torre del Greco, accusato di aver architettato un sistema finalizzato all’evasione fiscale messo in piedi sin dal 2000, replicato sino ai giorni nostri. La base si trova a Trezzano sul Naviglio. Era la a «Ailati Scarl» a guidare le operazioni per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, e  la costituzione di società, soprattutto cooperative di lavoro, che venivano condotte al fallimento senza che fossero onorati i debiti nei confronti dei fornitori e del fisco.

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