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Mani al collo e minacce di morte all’arbitro: stangata storica per un giocatore della Virtus Cesano

Aggressione shock in Terza Categoria: 4 anni e mezzo di stop per aver tentato di strangolare il direttore di gara

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Violenza inaudita nei giorni scorsi sul campo della Virtus Cesano Boscone iscritta al campionato di Terza Categoria milanese. Dopo le violenze (leggi qui), è arivata la sentenza. Il giudice sportivo ha infatti inflitto squalifiche pesantissime a nove tesserati della società cesanese dopo l’aggressione ai danni di un arbitro 18enne durante la gara dell’8 febbraio contro la Virtus Abbiatense.

L’episodio si è verificato in seguito all’assegnazione di un calcio di rigore a favore degli ospiti. Secondo il referto arbitrale, il centrocampista classe 1996 Gbopo Tchatchou Doudo ha afferrato il direttore di gara al collo con entrambe le mani, immobilizzandolo e stringendo con tale violenza da staccargli i bottoni della divisa, provocandogli un’evidente ecchimosi e la fuoriuscita di sangue. L’aggressione sarebbe poi proseguita con spinte e minacce di morte rivolte al giovane arbitro.

Per il calciatore è arrivata una squalifica di quattro anni e mezzo, la più dura tra quelle comminate. Non è stato però l’unico a finire sotto la scure del giudice sportivo: nove mesi di stop per il capitano Fabian Imbriaco, otto per Manuel Croce, quattro mesi per Rocco Cerentini, Marco Cioffi Evangelista, Andrea Scala, Davide Russo e Stefano Merigol. Tre mesi di squalifica anche per l’assistente tecnico Gabriele Micali, indicato come il primo ad aver aggredito l’arbitro dando il via al caos.

Alla Virtus Cesano Boscone è stata inflitta la sconfitta a tavolino e un’ammenda di 700 euro, ma nessuna penalizzazione in classifica. Sanzione anche per la Virtus Abbiatense, multata di 200 euro per la mancata tutela dell’arbitro e per la responsabilità oggettiva legata agli scontri tra sostenitori e tesserati delle due squadre, scoppiati dopo la sospensione della partita.

Sul posto erano intervenute due pattuglie dei carabinieri e un’ambulanza del 118. I militari avevano faticato a riportare la calma, mentre alcuni presenti avrebbero tentato di forzare la porta dello spogliatoio per raggiungere nuovamente l’arbitro. Il giovane direttore di gara, appartenente alla sezione AIA di Cinisello Balsamo, era stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Ospedale San Paolo. Dopo gli accertamenti era stato dimesso con una prognosi di otto giorni per trauma da aggressione, con percosse a capo e gamba sinistra e diffuse escoriazioni al collo.

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