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Il tarlo asiatico infesta decine di alberi a Buccinasco: ecco perché è necessario abbatterli

Individuati alcuni noccioli e aceri infestati nella zona verde alle spalle di via Indipendenza. Il coleottero attacca il legno e le radici, può provocare il progressivo deperimento degli alberi e compromettere la loro stabilità. La normativa impone l’abbattimento delle piante infestate e di quelle sensibili nelle vicinanze

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Nella foto, l’Anoplophora chinensis, il coleottero conosciuto come tarlo asiatico

Il tarlo asiatico torna a colpire Buccinasco. Durante le attività di monitoraggio, i tecnici del Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia hanno individuato alcuni alberi infestati nella vasta area di forestazione alle spalle di via Indipendenza, tra il Centro Sportivo Scirea e via Morandi. Si tratta di noccioli e aceri, due specie particolarmente esposte all’attacco di Anoplophora chinensis, il coleottero conosciuto come tarlo asiatico. La presenza dell’insetto comporta l’applicazione delle misure fitosanitarie previste dalla normativa europea e regionale: gli alberi sui quali è stata accertata l’infestazione e quelli appartenenti alle specie sensibili presenti nelle immediate vicinanze dovranno essere abbattuti.

Il danno è dentro l’albero

Ma quali danni provoca realmente il tarlo asiatico?  Il problema principale non è rappresentato dagli adulti, facilmente riconoscibili per il corpo scuro con macchie bianche, ma soprattutto dalle larve. Dopo la deposizione delle uova, le larve penetrano nei tessuti della pianta e scavano lunghe gallerie nel tronco e nell’apparato radicale, nutrendosi del legno. È un’attività che può compromettere progressivamente la struttura dell’albero. Le gallerie interrompono e danneggiano i tessuti legnosi e possono favorire ulteriori alterazioni provocate da funghi e altri patogeni. La conseguenza può essere il progressivo deperimento della pianta, accompagnato da sintomi come ingiallimento o imbrunimento della chioma, disseccamento dei rami e alterazioni della corteccia. A questi danni si aggiungono quelli provocati dagli adulti, che producono i caratteristici fori di sfarfallamento e si alimentano su foglie, piccioli, giovani getti e corteccia.

Un pericolo anche per la stabilità degli alberi

La presenza delle gallerie all’interno del legno assume un’importanza particolare quando gli alberi si trovano in parchi, strade, aree verdi o altri luoghi frequentati. Il progressivo danneggiamento della struttura legnosa può infatti indebolire la pianta. Per questo il problema non riguarda soltanto la salute dell’albero o l’aspetto del verde pubblico: in presenza di infestazioni, la valutazione fitosanitaria deve tenere conto anche delle possibili conseguenze sulla sicurezza. Il tarlo asiatico è inoltre un insetto estremamente polifago. La Regione Lombardia segnala che Anoplophora chinensis può colpire piante appartenenti a più di 30 famiglie e che, in Europa, tra le specie maggiormente attrattive ci sono proprio gli aceri, seguiti da betulle e noccioli.

Perché vengono abbattuti anche alberi apparentemente sani

È questo uno degli aspetti che può risultare meno comprensibile ai cittadini. L’abbattimento non riguarda necessariamente soltanto l’albero nel quale sono stati osservati i segni più evidenti dell’infestazione. Il ciclo dell’insetto può infatti svilupparsi all’interno del legno e delle radici, rendendo difficile individuare tempestivamente tutte le piante infestate. Per questo le misure fitosanitarie prevedono controlli e interventi anche sulle piante ospiti presenti nelle vicinanze dei focolai. La Regione Lombardia spiega che l’abbattimento e la distruzione degli alberi infestati sono tra gli strumenti utilizzati per ridurre la popolazione dell’insetto e impedirne la diffusione. Anche il legname proveniente dagli alberi abbattuti deve essere gestito secondo precise prescrizioni, perché larve e altri stadi dell’insetto possono sopravvivere nel materiale legnoso.

Un insetto innocuo per l’uomo, ma molto dannoso per gli alberi

Il tarlo asiatico non rappresenta un pericolo diretto per le persone. Il problema è esclusivamente fitosanitario: la sua presenza può invece avere conseguenze importanti sulla vegetazione. Non è un caso che Anoplophora chinensis sia classificato dall’Unione europea come organismo nocivo da quarantena prioritario. L’obiettivo delle misure di contrasto è impedire che l’insetto si insedi e si diffonda in nuove aree, proteggendo soprattutto le specie arboree che possono diventare ospiti del coleottero. In Lombardia il fenomeno viene seguito da anni attraverso un’attività di monitoraggio capillare. Tra il 2009 e il 2023, secondo i dati del Servizio Fitosanitario regionale, sono state controllate oltre tre milioni di piante e circa 5.000 sono risultate effettivamente infestate da Anoplophora chinensis.

«Necessario abbattere gli alberi»

«Come è noto da anni, il tarlo asiatico – dichiara la vicesindaca Rosa Palone, assessora alle Politiche ambientali – è un coleottero estremamente nocivo per molte specie di latifoglie ornamentali, arboree e arbustive sia in ambito forestale che urbano». «Quando viene individuato sul nostro territorio – aggiunge – è necessario abbattere gli alberi, non è possibile procedere diversamente, perché solo così possiamo tutelare l’ambiente e rispettare la normativa vigente». Ora nell’area verde tra il Centro Sportivo Scirea e via Morandi saranno quindi effettuati gli interventi previsti dalle disposizioni fitosanitarie. L’obiettivo è circoscrivere il focolaio e impedire che il coleottero possa continuare a diffondersi nel territorio di Buccinasco e nelle aree circostanti.

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