
Grosso guaio a Trezzanotown. Un guaio che ha messo la commissione d’esame nel mirino di un sindaco, Fabio Bottero, “incazzatissimo” per il risultato di un bando di appalto che avrebbe dovuto ri-assegnare l’incarico della comunicazione istituzionale del Comune all’attuale titolare del servizio, che, invece, stando ai risultati della gara, dovrebbe essere appannaggio di una società dell’hinterland milanese.
“Rumors” rumorosi
Secondo “rumors” sempre più “rumorosi”, il “Fabio furioso” si sarebbe precipitato negli uffici dei membri della commissione e avrebbe chiesto di bloccare l’assegnazione e di effettuare delle verifiche sulla documentazione presentata dalla società piazzatasi al primo posto, sia in ambito economico che professionale. In poche parole, Bottero, vista anche l’approssimarsi delle elezioni amministrative, vorrebbe al suo fianco l’attuale addetta stampa, persona di cui si fida, che condivide con il sindaco di Buccinasco.
“Dio me l’ha data guai…”
Insomma, stessa area politica, quella dei due sindaci, stessa persona. “Dio me l’ha data, guai a chi la tocca” avrebbe mormorato Bottero ai suoi impiegati, parafrasando la frase pronunciata da Napoleone al momento dell’incoronazione ad imperatore nel Duomo di Milano. Scherziamo, naturalmente, ma non troppo. Quel che è certo è che il sindaco si aspettava che il lavoro fosse assegnato alla sua protetta. Alla faccia, però, delle regole del codice degli appalti che prevedono la rotazione dell’affidamento degli incarichi, per evitare affidamenti diretti sempre alle stesse persone.
Il bando
E all’inizio tutto sembrava procedere in questa direzione. Visto che l’incarico all’attuale responsabile della comunicazione comunale scade il prossimo 30 novembre, con una “determina” dello scorso 20 settembre, l’ufficio del segretario comunale aveva stanziato complessivamente più di 36mila euro per le attività di comunicazione e informazione istituzionali, 18mila per i primi 13 mesi di lavoro. Non male. Con lo stesso documento si dava avvio alle procedure per l’appalto pubblico.
Conti senza l’oste
Il problema è che in Comune avevano fatto i conti senza l’oste. Non ne è arrivato solo uno (di osti), ma qualcuno in più. Le domande di partecipazione sono state infatti più di una. Esaminate dalla commissione, composta dal segretario comunale, dal responsabile della direzione generale e dal responsabile affari legali, le proposte dei candidati hanno riservato non poche sorprese. Ai primi due posti si sono classificate due entità diverse da quella sperata, che in base alla documentazione prodotta e al ribasso della base di appalto proposto si è classificata solo terza.
I chiarimenti
Apriti cielo. La gara non è stata chiusa. L’assegnazione bloccata. Al vincitore sono stati richiesti chiarimenti sulle motivazioni che lo hanno spinto a presentare un ribasso così “ribassato”. Il problema è che anche il secondo classificato avrebbe presentato un’offerta migliore di quella dell’attuale addetta stampa. Quindi nel caso l’appalto non fosse assegnato al primo, dovrebbe andare al secondo. Ma non è detto che finisca così.















La solita mafietta del naviglio che nessuno denuncia e che va bene a tutti così tra concorsi truccati e sorrisi falsi per le foto sui giornali.
Senza vergogna proprio
sempre stato così, forse anche in qualche altro comune.L amministrazione dovrebbe cambiare ogni 4 anni ,per evitare gli amici degli amici.Anni fa si facevano le assunzioni nella stessa maniera
Sì, ma qui hanno fatto anche la triangolazione degli intrallazzi mesi addietro: il sindaco del comune A fa fare al sindaco del comune C il concorso per uno dei suoi con in commissione il ragioniere capo del comune B, che ora è pure ragioniere capo con il comune A. Nel frattempo dallo stesso concorso finto del comune C hanno preso anche il penultimo: il marito del segretario del comune A.
Questi sarebbero quelli della legalità e dell’antimafia, ma antimafia omeopatica
Poi tutti insieme allegramente su Gente e in TV, dove faccio fatica a distinguere cani e padroni