
Spazio agli studenti. In un periodo storico in cui i giovani sono la categoria psicologicamente più danneggiata dalla Pandemia da Covid-19, c’è chi ha deciso di valorizzarli, organizzando con loro un progetto che non fosse la solita lezione frontale. Perché la scuola non è solo “studiare”, ma è anche un’istituzione che dovrebbe aiutare a crescere come persone.
Così, in occasione della festa della donna, oggi, martedì 8 marzo alle 17, è stata inaugurata la mostra “Il volto nascosto della scienza”. La si potrà visitare fino all’11 marzo dalle 9 alle 14 all’Omnicomprensivo di Corsico, in Viale Italia 26. Esposte “le opere di artisti e artiste del nostro territorio” presentate in questa mostra in un modo unico e originale da ogni singolo artista-studente della classe 3F.
In tutto, in un’unione perfetta tra arte e scienza, tra passato e presente, una trentina di scienziate e una decina di artiste e artisti apriranno le porte delle loro menti geniali e creative a tutti coloro che vorranno avvicinarsi alle loro vite e conoscere i loro talenti. Ma chi sono queste donne? Gli studenti della 3F hanno deciso di rendere omaggio a figure come Margherita Hack, Samantha Cristoforetti, Rosalind Franklin, Rachel Carson, Rina Monti, Vandana Shiva, Ipazia, Hedy Lamarr e le grandi scienziate della NASA.

La mostra si apre così: all’entrata si vedono subito dei pannelli illuminati su cui vengono proiettate le foto di parti della vita delle scienziate; ai lati, sono appese le biografie di queste donne e vi è poi un catalogo che raccoglie le loro ricerche. Sono esposte anche opere di artisti locali, per rendere il tutto ancora più coinvolgente e le foto scattate da un’alunna durante i lavori delle due classi.
I colori delle biografie appese alle pareti indicano l’ambito in cui quella donna ha lavorato: matematica, fisica, chimica, astronomia, medicina, biologia, ecologia, antropologia, economia e tecnologia.

“Tramite questo progetto” afferma la professoressa Maria Ferrucci, “i ragazzi hanno acquisito nuove conoscenze che gli serviranno più avanti. Sono stati divisi in tre gruppi: allestitori, grafici e ufficio comunicazione. Hanno inoltre imparato a scrivere testi diversi: i racconti sui pannellli, comunicati stampa e riassunti di biografie”.
Ricordare. È l’unico modo per mantenere accesa la consapevolezza che queste donne sono realmente vissute e hanno avuto un impatto forte nella società in cui vivevano, anche se sono ancora considerabili “il volto nascosto” del nostro passato. L’idea della classe è di renderle così “finalmente ispiratrici, protagoniste e interpreti del nostro presente e futuro”. Perché la scuola non è solo “studiare”, ma dovrebbe aiutare a crescere come persone.
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