HomeAttualitàGli orti di Trezzano? Producono una montagna di rifiuti

Gli orti di Trezzano? Producono una montagna di rifiuti

Si tratta di rifiuti indifferenziati, inerti e materiali di scarto, abbandonati dagli ortisti, titolari delle concessioni per l’utilizzo di quelle aree

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Nella foto, i rifiuti abbandonati dagli ortisti in via Mincio a Trezzano

Gli orti di Trezzano? Producono una montagna di rifiuti. Non è una boutade, ma una realtà che un intero quartiere sta vivendo. Lo testimoniano le foto che illustrano questo articolo. Sono state scattate in via Mincio, proprio all’uscita dei vialetti che conducono agli orti che si affacciano sul Naviglio, subito dopo il centro sportivo del Real Trezzano.

Si tratta di rifiuti indifferenziati, inerti e materiali di scarto, abbandonati dagli ortisti, titolari delle concessioni per l’utilizzo di quelle aree. Non è la prima volta che accade, ma una volta abbandonati, i rifiuti rimangono in strada per giorni, prima che qualcuno si decida a rimuoverli. Lo denunciano gli abitanti  del quartiere Azalee, un quartiere residenziale composto da un susseguirsi di ville e condomini di una certa qualità.

Il disagio dura da circa un anno, da quando è stato approvato il nuovo regolamento comunale che detta le norme di utilizzo degli orti. Un codicillo impone agli assegnatari, tutti di età post pensione, quindi ultra sessantacinquenni o ultra settantenni, di smaltire per proprio conto i rifiuti (sterpaglie e quant’altro) prodotti all’interno dei propri orti.

PHOTO-2022-03-10-15-33-39Il bello è che essendo la stragrande  maggioranza di una certa età, incontrano notevoli difficoltà a rispettare il regolamento. E allora cosa fanno? Lasciano i rifiuti in bella vista lungo via Mincio. Se fosse uno, non si formerebbe la montagna che si vede nelle immagini. Il bello è che gli  orti sono circa 120 e basta una decina o poco più di assegnatari che li abbandonano, si forma immediatamente un cumulo di scorie.

Il contributo richiesto dall’amministrazione comunale per ogni orto è salito da 70 a 100 euro. Alcuni sono stati realizzati negli ultimi anni (30mila euro di spesa).  Alcuni ortisti si lamentano perché, secondo loro, sotto il terreno sarebbero state stoccate macerie da risulta. Macerie che affiorerebbero in superficie durante i lavori di preparazione delle aiuole su cui seminare o piantare ortaggi e affini. Rifiuti quindi che si aggiungono ai rifiuti.

Giuseppe Russomanno si è fatto portavoce dei residenti del quartiere. “Basterebbe installare 2 cassoni alla fine del vialetto che conduce agli orti e consegnare le chiavi agli addetti dell’Amsa. In modo che vengano svuotati quando si riempiono. In questo modo le strade rimarrebbero pulite e non offrirebbero alla vista il degrado che mostrano”. Ma per farlo è necessario cambiare il regolamento. E con i tempi che corrono…

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