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Emergenza casa a Cesano: 81 alloggi Aler vuoti nel quartiere Tessera, decine di famiglie senza un tetto

L’ex sindaco, Simone Negri, denuncia la gestione del patrimonio pubblico da parte di Aler e Regione Lombardia

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Nel quartiere Tessera, tra Cesano e Corsico, ci sono attualmente 81 appartamenti Aler vuoti, a fronte di una graduatoria di oltre 500 famiglie in attesa nei sei comuni del Piano di Zona. A sollevare la questione è Simone Negri, ex sindaco di Cesano Boscone, che punta il dito contro quella che definisce una “malagestione” da parte di Aler e della giunta regionale lombarda guidata da Attilio Fontana.

“È un numero immorale – scrive Negri in un post pubblico –. Stiamo parlando di quattro volte le assegnazioni effettuate nel 2023 su tutto il territorio del Piano di Zona”. Secondo l’ex primo cittadino, il dato è emerso da un accesso agli atti richiesto direttamente ad Aler. Negri sottolinea che il problema delle assegnazioni non è solo quantitativo, ma anche sociale e culturale. “Negli anni da sindaco – racconta – quante volte mi sono trovato nell’impossibilità di dare risposte abitative a famiglie in difficoltà. E quante volte mi sono sentito dire: ‘Non la danno a me, ma agli immigrati’. Ma le case Aler seguono regole regionali e il vero problema è sempre stato la carenza di alloggi disponibili”.

Nel 2024 le assegnazioni sono leggermente aumentate – 21 da inizio anno – ma restano insufficienti rispetto alla domanda. A rendere la situazione ancora più difficile da giustificare, osserva Negri, è il fatto che molti degli immobili lasciati sfitti si trovano in stabili già riqualificati esternamente grazie ai lavori del Superbonus 110%, e in quartieri dove il fenomeno dell’abusivismo risulta contenuto, “sotto l’1%”.

La denuncia si inserisce in un contesto più ampio: in tutta la Lombardia, nel 2024, risultano oltre 23.000 case popolari vuote, un numero che secondo Negri continua a crescere, contribuendo ad aggravare un’emergenza abitativa che tocca da vicino centinaia di famiglie. “Non vale il ‘mal comune, mezzo gaudio’ – conclude –. Il problema non riguarda solo Cesano o l’hinterland milanese, ma tutta la Regione. E la gestione del patrimonio pubblico richiede risposte urgenti e concrete”.

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