
A distanza di mesi dall’incendio che ha colpito gli impianti Synextra di Corsico (ex Masotina), per oltre 130 lavoratori l’emergenza non è mai finita. Anzi, si è trasformata in un dramma quotidiano fatto di stipendi mai arrivati, bollette da pagare e mutui che continuano a pesare su bilanci familiari ormai allo stremo. La vicenda ha origine nella notte tra il 30 e il 31 ottobre, quando un incendio — ritenuto di natura accidentale — ha devastato lo stabilimento di via Archimede, distruggendo completamente la linea 2 di produzione. A seguito del rogo, la struttura è stata dichiarata inagibile e le attività lavorative sono state sospese.
Dal 1° novembre, i dipendenti sono stati formalmente collocati in cassa integrazione ordinaria, ma da allora non hanno percepito alcun sostegno economico. Nessun salario, nessun indennizzo, nessuna entrata. Una situazione che ha spinto i lavoratori, nella giornata di ieri, a incrociare le braccia e a organizzare un presidio di protesta davanti alla sede dell’azienda. «Abbiamo voluto portare all’attenzione dell’amministrazione comunale e delle istituzioni il disagio di 130 lavoratori che da oltre due mesi sono a casa senza aver ricevuto neppure un euro», spiega Franco Sigismondi, funzionario della Ugl. La richiesta di accesso agli ammortizzatori sociali, presentata dalla Vipe Srl — azienda appaltatrice delle lavorazioni per Synextra — è stata protocollata il 18 novembre.
A metà dicembre, l’Inps ha richiesto un’integrazione documentale, che l’azienda ha fornito tempestivamente. Ma a oggi, 13 gennaio 2026, la pratica non risulta ancora accettata. «Ci chiediamo come sia possibile — prosegue Sigismondi — che dopo oltre due mesi la cassa integrazione non sia stata sbloccata. Il rischio concreto è che molte famiglie ricevano solleciti e intimazioni di pagamento dalle banche». Synextra opera nel settore del recupero e smaltimento degli scarti plastici e, secondo quanto riferito dal sindacato, non tutte le linee produttive sarebbero state coinvolte dall’incendio. Da qui la richiesta di una soluzione immediata: «Chiediamo che l’Inps sblocchi subito il sostegno economico e che possano essere fatte ripartire almeno la linea Cdr e la linea 1, non colpite dal rogo, per consentire ai lavoratori di tornare al lavoro».
In assenza di risposte concrete, la mobilitazione potrebbe salire di livello. «Se la situazione resterà bloccata — conclude Sigismondi — siamo pronti a organizzare un presidio davanti alla sede milanese dell’Inps, in piazza Missori». Un incendio durato poche ore ha spento una linea produttiva. Ma per i lavoratori Synextra, da mesi, il vero incendio è quello che continua a bruciare nelle loro case, alimentato dall’incertezza e dall’assenza di tutele.













