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Cybercrimini: tra pedopornografia on line, truffe e revenge porn, tutte le operazioni della cyberpolizia

Il resoconto del 2022 dell’attività investigativa della Polizia Postale e delle Comunicazioni della Lombardia

polizia-delle-comunicazioniokAumenta la criminalità informatica e aumentano le operazioni svolte dagli agenti del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni della Lombardia. Che, nel 2022, è stata chiamata a far fronte a continue e sempre più evolute sfide, in particolare negli ambiti della prevenzione e contrasto alla pedopornografia online, delle truffe, della protezione delle infrastrutture critiche, del financial cybercrime e di quelle riconducibili sia al fondamentalismo religioso che all’estremismo politico. Questo è il bilancio dell’anno appena trascorso.

CONTRASTO ALLA PEDOPORNOGRAFIA ONLINE

Il lavoro, nel 2022, è stato costantemente mirato alla prevenzione e al contrasto della criminalità informatica  in danno di minori. Dall’analisi dei dati, si registra una diminuzione dei casi trattati. La flessione è da attribuire anche alla fine dell’emergenza sanitaria ed alla progressiva ripresa delle attività ordinarie. La diminuzione dei casi non ha però inciso sull’attività di contrasto. Infatti, è pressoché stabile il numero dei soggetti individuati e deferiti per violazioni connesse ad abusi in danno di minori, come si rileva dai dati diffusi questa mattina. I casi trattati sono 219 (-108 rispetto al 2021), le perquisizioni 220 (-60). le persone indagate 202 (-36) gli arresti 30 (-2):

Operazione “Dictum III”

Nell’ambito delle operazioni di maggior rilievo in tema di protezione dei minori, si citano: Operazione “Dictum III” che ha permesso di individuare numerosi soggetti che condividevano in rete materiale pedopornografico tramite la piattaforma Mega.nz.
Le indagini hanno permesso di denunciare 16 persone accusate di aver condiviso materiale pedopornografico tramite la citata piattaforma di cloud, di cui 3 sono state tratte in arresto in flagranza di reato per detenzione di ingente quantitativo di materiale realizzato mediante lo sfruttamento sessuale di minori.

Operazione “Cocito”

Nell’ambito dell’Operazione “Cocito”, invece, è stato arrestato un trentatreenne romano per violenza sessuale aggravata ai danni della propria figlia, per detenzione, produzione e cessione di materiale pedopornografico e per adescamento di minorenne. L’indagine è stata condotta sotto copertura all’interno di un canale Telegram, dove era avvenuta la condivisione del materiale multimediale inerente gli abusi.

Adescamento online

Sono stati trattati anche 72 casi per adescamento online. Anche nel 2022 la fascia dei preadolescenti (età 10-13 anni). Continua a preoccupare l’ incremento dei casi relativi a bambini adescati di età inferiore ai 9 anni, trend che è diventato più consistente a partire dalla pandemia. Social network e videogiochi online sono i luoghi di contatto tra minori e adulti più frequentemente teatro dell’adescamento, a riprova ulteriore del fatto che il rischio si concretizza con maggiore probabilità quando i bambini e i ragazzi si esprimono con spensieratezza e fiducia, nei linguaggi e nei comportamenti tipici della loro età.

Sextortion

È un fenomeno che di solito colpisce gli adulti in modo violento e subdolo, fa leva su piccole fragilità ed esigenze personali, minacciando, nel giro di qualche click, la tranquillità delle persone. Recentemente le sextortion stanno interessando sempre più spesso vittime minorenni, con effetti lesivi potenziati: la vergogna che i ragazzi provano impedisce loro di chiedere aiuto ai genitori o ai coetanei di fronte ai quali si sentono colpevoli di aver ceduto e di essersi fidati di perfetti e “avvenenti” sconosciuti.

La mantide

La sensazione di sentirsi in trappola che sperimentano le vittime è amplificata spesso dalla difficoltà che hanno nel pagare le somme di denaro richieste. Nel corso dell’anno sono stati trattati in Lombardia 139 casi, la maggior parte in danno di vittime maschili. In questo contesto si segnala l’operazione svolta dalla polizia postale che ha portato all’arresto di una giovane donna, responsabile di oltre 60 estorsioni nei confronti di altrettanti uomini, nonché al deferimento in stato di libertà di sua madre per complicità.

NUCLEO OPERATIVO SICUREZZA CIBERNETICA LOMBARDIA

Campagne di disinformazione

Nell’attuale e particolare contesto internazionale, l’escalation delle tensioni geopolitiche connesse al conflitto in Ucraina continua ad avere significativi riverberi anche in materia di sicurezza cibernetica. Risultano, infatti, in corso campagne massive a livello internazionale dirette verso infrastrutture critiche, sistemi finanziari e aziende operanti in settori strategici quali comunicazione e difesa, tra le quali figurano campagne di phishing, diffusione di malware distruttivi (specialmente Ransomware), attacchi Ddos, campagne di disinformazione e leak di database. Inoltre, alcuni tra i più pericolosi gruppi di hacker criminali hanno deciso di schierarsi a favore della Russia, altri con l’Ucraina, prendendo di fatto parte al conflitto nel “dominio cibernetico”.

Alert dedicati

Il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, attraverso dedicati alert  diffonde gli indicatori di compromissione e gli avvisi di informazione di sicurezza da riportare ai potenziali target di azioni ostili.

Analisi tecnica della minaccia

In tale contesto il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale della Lombardia, ha svolto adeguati servizi di monitoraggio e analisi, condividendo ogni evidenza utile in relazione al quadro internazionale; in caso di attacco, oltre ai necessari approfondimenti investigativi, ha tempestivamente svolto l’analisi tecnica della minaccia, nonché fornito il supporto operativo, per il veloce ritorno alla piena operatività dei sistemi informatici colpiti.

I dati

I dati relativi alle attività svolte dal C.O.S.C. Lombardia nell’ambito del computer crime sono indicativi del trend. I casi trattati sono stati 1312 (+139% rispetto al 2021), le persone indagate, 25 (+13%).

Operazione “Rear Window”

In quest’ambito si segnalano anche le seguenti inchieste.  Operazione “Rear Window”: il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica coordinato dalla Procura della Repubblica di Milano, è riuscito a disarticolare un vero e proprio “sistema” criminale finalizzato alla violazione, mediante intrusioni informatiche, di impianti di videosorveglianza installati per lo più presso private abitazioni. L’inquietante fenomeno è stato scoperto grazie alla segnalazione di un cittadino e agli sviluppi dell’analisi forense compiuta sullo smartphone sequestrato a uno degli indagati nell’ambito di un altro procedimento penale, relativo a reati di altra natura.

Operazione “Dark Resolution”

L’attività è stata avviata a seguito delle informazione acquisite dal Servizio Polizia Postale e delle comunicazioni nel corso del consueto scambio informativo con le collaterali forze di Polizia estere; in particolare detective stranieri, nel corso di un’ indagine, avevano accertato che un cliente sconosciuto aveva commissionato sul “dark web” un omicidio per la somma di 5.000 dollari in criptovalute – bitcoin, avente come vittima uno straniero residente nella provincia di Sondrio. L’indagine ha consentito di individuare il mandante nonché l’indirizzo “onion” della piattaforma ove è materialmente avvenuto il reclutamento del presunto sicario.

FINANCIAL CYBERCRIME

I dati

Sono 267 le persone deferite all’Autorità Giudiziaria, per truffe on line, in particolare nel settore dell’e-commerce, market place  e del trading online. I casi trattati sono stati 2780 (+53% rispetto al 2021) le persone indagate 203 (-24%). Il bottino totale ammonta a più di 24 milioni di euro con un incremento del 52% rispetto al 2021.

Trading online

Nell’ambito delle truffe sul web, nel corso del 2022, si è registrato un importante l’incremento degli illeciti legati al fenomeno del trading online, da attribuire anche all’aumento del numero di portali che propongono programmi speculativi, apparentemente redditizi, e l’utilizzo di tecniche molto sofisticate per contattare le vittime. L’attività investigativa, qualora la denuncia sia tempestiva, prevede l’immediata attivazione dei canali di Cooperazione Internazionale di Polizia, con la richiesta del blocco urgente delle somme versate e l’espletamento di accertamenti sui flussi finanziari normalmente destinati all’estero.

Revenge porn

Particolare attenzione è rivolta inoltre ai fenomeni del revenge porn, con 45 casi trattati e 6 persone denunciate e delle truffe romantiche, con 66 casi trattati e 9 persone denunciate, spesso sommersi in quanto caratterizzati da un forte coinvolgimento emotivo che induce la vittima a non denunciare.

Hate speech

Specifiche iniziative sono state rivolte all’attività di prevenzione e contrasto al fenomeno degli atti intimidatori nei confronti della categoria dei giornalisti e servizi di monitoraggio dei canali di diffusione, costituiti da siti web, piattaforme di digitali, profili e pagine presenti sui social network più noti (Facebook, Twitter, Instagram, Telegram, Pinterest e Youtube), finalizzati ad arginare la diffusione del linguaggio d’odio (hate speech).

Scommesse clandestine on line

Il monitoraggio di siti e spazi web (blog, gruppi social e siti dedicati) dediti a giochi e scommesse clandestine è un’altra attività operativa particolarmente seguita dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, sia per contrastare la diffusione irregolare o illegale, che per tutelare gli interessi dei consumatori, specie se minori d’età: numerosi sono i siti con sedi legali presso paesi esteri, che operano in Italia anche se privi della prevista autorizzazione per poter esercitare legalmente la raccolta di scommesse.

Tentati suicidi

In ultimo, ma comunque di primaria importanza, è stata l’attività rivolta all’individuazione di quelle persone che, sfruttando principalmente la cassa di risonanza che i social media offrono, hanno manifestato intenti suicidi in conseguenza dei quali sono state attivate tutte le procedure necessarie per la salvaguardia delle persone coinvolte con l’ausilio degli uffici di polizia competenti territorialmente.

SEZIONE CYBERTERRORISMO

Nel corso degli ultimi anni, il continuo e vertiginoso incremento dell’utilizzo delle piattaforme di comunicazione online, social network e di applicazioni di messaggistica istantanea, ha determinato un’allarmante diffusione di contenuti propagandistici riconducibili al terrorismo, ad una platea pressoché illimitata, sia di matrice islamista (jihadista, ISIS, Al Qaeda, Al Shabaab ed altre articolazioni locali), sia di formazioni suprematiste di estrema destra (neonazismo, neofascismo, tifoserie strutturate), nonché di estrema sinistra (movimenti di lotta armata, anarco/insurrezionalisti, antagonisti).

Il monitoraggio

In tale ambito, la Polizia Postale garantisce sia l’esecuzione di una costante attività di monitoraggio investigativo della rete e dei canali di messaggistica istantanea, per l’identificazione e il deferimento all’Autorità Giudiziaria dei responsabili della diffusione dei contenuti illeciti, sia un costante scambio informativo con la Digos della locale Questura.
La costante attività di monitoraggio informativo ed investigativo ha permesso di accertare come nel corso degli ultimi mesi si sia stato registrato un notevole incremento dei trend e delle discussioni all’interno di chat in diverse piattaforme; si passa dai tradizionali gruppi Facebook (molti dei quali risultano essere già stati bloccati) a social meno noti, come Reddit, fino a piattaforme come 8chan, vk.com (Vkontakte), nonché Telegram, privilegiando tutte quelle piattaforme che per la propria policy garantiscono l’anonimato e rendono più complicata l’identificazione degli autori dei messaggi.

Le denunce

Appare opportuno evidenziare come gli operatori della sezione antiterrorismo abbiano intensificato le attività di monitoraggio proprio in tali contesti e, in raccordo con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, abbiano avviato numerose attività investigative, con il deferimento alle competenti Autorità Giudiziarie dei soggetti identificati – anche attraverso attività sotto copertura e perquisizioni – quali autori dei messaggi connotati dalla discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Minacce contro Mattarella e Di Maio

Tra le numerose attività investigative espletate nel corso del 2022, si segnala quelle che ha condotto al deferimento alla competente A.G. di Milano di un uomo di 60 anni, residente nella provincia di Como, quale utilizzatore di un account Twitter, autore di due messaggi contenenti gravi minacce nei confronti del Capo dello Stato.
Un’ulteriore attività d’indagine che merita di essere menzionata per importanza, è quella avviata dal Servizio Polizia Postale e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma,  all’esito della quale, operatori dei Centri Operativi di Milano, Trieste e Venezia, unitamente a personale delle DIGOS di Milano, Vicenza ed Udine hanno eseguito perquisizioni delegate a carico di tre internauti nei cui confronti sono stati riscontrati elementi indiziari tali da farli ritenere autori della pubblicazioni di messaggi minatori rivolti all’ex  Ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

ATTIVITA’ DI PREVENZIONE

La Polizia Postale se da un lato svolge un’attività di repressione dei reati informatici, dall’altro lato svolge un’importante azione preventiva a tutela dei minori, soprattutto per quanto concerne il fenomeno del cyberbullismo e di tutte le forme di prevaricazione online, fenomeni che destano grande allarme sociale. L’impegno profuso dagli specialisti ha consentito, nell’anno appena trascorso, di realizzare incontri con docenti e genitori in oltre 614 istituti scolastici, coinvolgendo oltre 55.277 mila studenti, 3.223 insegnanti e 6.731 famiglie.

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