Tutta colpa del baccalà, se la giunta di Corsico ha dovuto azzerarsi. Una vera e propria indigestione. Che ha raggiunto l’apice quando la relazione è arrivata sui banchi del consiglio comunale
Il documento ripercorre cronologicamente tutte le fasi della vicenda, da quando l’assessore Mannino “ritrova casualmente” una brochure già stampata dell’iniziativa (l’azienda produttrice non aveva chiesto alcunché al comune), a quando viene approvato il manifesto che ha fatto scoppiare il caso. Sono undici le anomalie riscontrate dalla commissione lungo il percorso. Effettivamente ci sono alcune stranezze. Sono da attribuire all’entusiasmo dei due assessori (Mannino e Di Capua) come affermato da rappresentante di Forza Italia, Valastro, in Consiglio Comunale o il loro interesse era di altra natura, come affermano le opposizioni? Forse, senza il loro intervento, il festival dello stocco si sarebbe tenuto lo stesso, e Corsico non sarebbe diventato la città del baccalà. Avariato.
Ecco così come sono state sottoscritte dal presidente Roberto Masiero e dai sette commissari, le anomalie riscontrate. Ogni lettore può formarsi un proprio giudizio.
l. Per eventi di tipo commerciale e a scopo di lucro (fiere, ecc.) di solito la competenza della proposta di patrocinio è dell’Ufficio SUAP (Sportello Unico Attività Produttive n.d.r); sta di fatto comunque che non è mai successo, in precedenza che venisse spostata la competenza di una proposta di progetto di questo genere tra uffici con queste modalità (da ufficio SUAP a Ufficio Partecipazione). Inoltre l’ufficio Partecipazione si interfaccia, per propria mission, principalmente con Associazioni, e quindi potrebbe non avere l’esperienza e gli strumenti (esempio: accesso all’Osservatorio del commercio, anche se in questo caso la verifica era già stata fatta) per confrontarsi con realtà commerciali.
2. Alla richiesta se, in precedenti iniziative di tipo commerciale/economico, si sia rilevata la presenza delle firme degli Assessori e del Sindaco, tutte le persone Interrogate hanno risposto negativamente.
3. Nessun controllo sul nome di omissis riportato sul manifesto, né su iniziativa degli uffici, né su richiesta della parte politica. Si sottolinea peraltro che il cambio di competenza tra gli uffici (prima SUAP e poi Ufficio Partecipazione) potrebbe avere influito sulla continuità dei controlli.
4. Il SUAP Inizia a preparare la pratica di patrocinio nonostante gli organizzatori non lo abbiano richiesto, ma abbiano richiesto sola occupazione suolo pubblico. (il SUAP riferisce che l’Assessore Mannino ha chiesto di provare a fare una proposta di patrocinio). L’ex Assessore Perrotta, assessore di competenza per il SUAP, dichiara di venire a conoscenza della richiesta del festival solo a settembre quando arriva effettivamente la richiesta di patrocinio.
5. Una volta rilevato che il volantino reperito dall’Assessore Mannino e portato al SUAP il 22/9 costituiva una violazione del rapporto fiduciario (c’era un vecchio logo del comune pubblicato senza autorizzazione N.d.R.), ci si sarebbe aspettato un maggior rigore nei controlli visto il comportamento “superficiale” degli organizzatori. Presumibilmente Intorno alla stessa data anche l’Assessore Di Capua afferma di avere trovato lo stesso volantino in un negozio di via Cavour ma neppure lui ha ritenuto di avvertire né la Giunta né il Sindaco, dell’esistenza di un volantino con il logo dei Comune senza autorizzazione.
6. Sia il volantino non autorizzato reperito dall’Assessore Mannino, sia il testo definitivo del manifesto elaborato dall’Ufficio Comunicazione, non riportano i prezzi dei pasti, lasciando quasi intendere che potrebbe trattarsi di somministrazione gratuita; mentre si tratta evidentemente di una attività a scopo di lucro, patrocinata dal Comune.
7. La delibera di Giunta approva anche la “sfilata”, che era prevista già nei manifesti ma per cui gli organizzatori non hanno fatto esplicita domanda.
8. Il progetto dell’Assessore Di Capua di trasformare Il festival dello Stocco in una Festa del Quartiere di Piazza-Europa dura lo spazio di un mattino: già alla Giunta dei 4/10 risulta chiaro che il Progetto è irrealizzabile. A questo punto, trattandosi di un’attività puramente a scopo di lucro, la competenza dovrebbe essere restituita all’Ufficlo SUAP e all’assessore Perrotta, ma al contrarlo si concede il patrocinio e si aggiungono al manifesto le firme del Sindaco e degli Assessori Di Capua e Mannino. L’unica motivazione plausibile potrebbe essere stata la mancanza di tempo per l’organizzazione dell’evento.
9. Pur avendo l’Assessore Mannino ripetutamente affermato di non volere la sua firma sul manifesto, in quanto l’evento avrebbe avuto valenza puramente economica, alla fine il manifesto viene stampato anche con la sua firma.
10. Nonostante più volte venga affermato che il Comune abbia fornito agli organizzatori solo il logo, in realtà l’Ufficio Comunicazione elabora, a più riprese, vista la superficialità dell’interlocutore, il manifesto dell’evento, con un impiego di ore-uomo di dipendenti comunali.
11. L’Ufficio comunicazione dichiara che i due Assessori (Mannino e Di Capua) chiedono ripetutamente il draft del manifesto per sottoporlo all’approvazione del Sindaco e riportandone successivamente il feedback positivo dello stesso; tuttavia il Sindaco dichiara di non aver mai approvato alcun manifesto.













