
È arrivata la stagione dei pollini e della diffusione del “raffreddore da fieno” i cui sintomi respiratori sono simili a quelli provocati dall’attuale pandemia e possono indurre in errore
Se il Covid 19 non bastasse, siamo ormai entrati nella stagione in cui i sintomi delle allergie (rinocongiuntivite e asma da pollinosi) hanno fatto la loro comparsa. E sono migliaia coloro che ne soffrono, anche nel Sud ovest milanese. Per tutti coloro che ne patiscono le conseguenze quindi si aggiunge ulteriore apprensione perché a causa dell’attuale pandemia, i sintomi respiratori, molto simili, possono essere scambiati.
Questo articolo a cura del centro Unisalus fornisce informazioni per sgomberare il campo da paure o fake-news tanto in voga sul web. Si parte con alcune domande.
Il paziente allergico è a rischio più di altri di contrarre il covid 19? In quanto paziente affetto da una malattia cronica rientra nei casi che devono prestare maggiore attenzione al distanziamento sociale e all’uso delle mascherine chirurgiche. Non è più a rischio, ma poiché i suoi sistemi di risposta immunitaria sono già “impegnati”, qualsiasi infezione va evitata, indipendentemente dal Covid 19.
L’uso della mascherina è indispensabile per coloro che soffrono di allergie? Assolutamente sì!: protegge oltretutto dal carico pollinico, dal momento che i pollini sono di dimensioni maggiori del virus e vengono efficacemente trattenuti.
L’uso di farmaci per l’asma come gli steroidi e i broncodilatatori abbassa le difese immunitarie? No, è falso! Anzi rendono il polmone al massimo della sua efficienza. La terapia va intrapresa e mantenuta correttamente.
Come si distingue il raffreddore da pollini dalla congestione nasale da Covid 19? Il raffreddore allergico, detto rinorrea, è una secrezione liquida e trasparente, la congestione da Coronavirus, no.
Come si distingue la congiuntivite allergica dai sintomi congiuntivali da Coronavirus? L’allergico ha bruciore, prurito, lacrimazione, bilaterale. Nell’infezione da Covid 19 si ha secrezione non sempre bilaterale.
Serve una visita allergologica per individuare la patologia? Sì, è finalizzata all’individuazione di un’anamnesi remota e prossima del paziente, per comprendere quali sono le cause dei sintomi allergologici. Sulla base di un primo esame fisico e sulla base dell’anamnesi del paziente, si procederà a definire un percorso terapeutico insieme con la definizione di specifici test diagnostici.
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