martedì, Febbraio 17, 2026
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Campo parrocchiale a rischio, lo Sporting cerca aiuto ma il Comune chiude la porta

Il sindaco Ventura interviene a gamba tesa nella disputa e accusa la società di “strategia diffamatoria”. Intanto il futuro dei giovani atleti resta appeso a un filo

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Lo scontro è diventato durissimo. E non è chiaro quali sviluppi possa avere. La vicenda che tiene con il fiato sospeso i piccoli atleti che aderiscono allo Sporting C B, le loro famiglie, gli amanti dello sport e i tifosi del calcio del Corsico, ruota intorno a un nodo che, almeno sulla carta, non dovrebbe neppure coinvolgere il Comune di Corsico. Invece il sindaco è entrato nella diatriba fra parrocchia e sporting a gamba tesa, e non certo dalla parte del gruppo sportivo. Il sindaco Ventura si è infatti sostituito alla parrocchia come contendente, parrocchia che al momento appare solo sullo sfondo. Con un comunicato, apparso sulla pagina del comune di Corsico, in cui attacca piuttosto brutalmente lo Sporting,

Il campo, infatti, è un terreno parrocchiale, concesso in comodato d’uso gratuito allo Sporting da decenni. Un accordo semplice, mai messo in discussione fino a quando, un anno fa, il direttivo dell’associazione è cambiato. Con la nuova presidenza, i rapporti con il parroco e con i collaboratori della Parrocchia si sono incrinati. Il comodato annuale non verrà rinnovato alla sua naturale scadenza, anche se la trattativa è ancora aperta e lo Sporting completerà l’attuale stagione. Dopo maggio c’è invece l’incertezza. Incertenza che al momento appare già una sentenza.

Da qui nasce la ricerca di soluzioni alternative da parte dell’associazione. Da un lato, il tentativo di mediare con la Parrocchia per rimanere almeno un altro anno, anche rendendo pubblico tramite i giornali (e pocketnews.it è in prima linea su questo fronte) quanto sta succedendo, che è forse l’unica arma efficace nelle mani dell’associazione. Dall’altro lato, la necessità di capire se il Comune potesse offrire un’opzione transitoria o sostenere la mediazione con la Parrocchia stessa. Lo Sporting, che ha circa 150 ragazzi tesserati – molti dei quali minorenni – ha cercato un confronto istituzionale, anche alla luce delle condizioni ormai note dei campi comunali Fermi e Travaglia, ritenuti da anni inadeguati per allenamenti regolari.

Secondo quanto riferito dalla società, l’incontro con sindaco e assessore allo sport non avrebbe portato a risultati. L’amministrazione ha confermato che la messa a norma degli impianti non è una priorità dell’attuale mandato e che eventuali lavori potranno essere realizzati soltanto tramite investimenti privati da milioni di euro. Lo Sporting, consapevole dei tempi,dei costi, delle regole e del fatto che i campi da calcio del comune sono ormai “dei campi di patate”, non ha mai presentato richieste formali di assegnazione né tantomeno presentato dei progetti di gestione. Nessuna PEC, nessuna domanda ufficiale: l’incontro con sindaco e assessore era solo una richiesta di aiuto e sostegno, cui è stato risposto picche.

Nel lungo post diffuso sulla pagina Facebook istituzionale, l’amministrazione invce accusa l’associazione di condurre una “strategia diffamatoria” attraverso la stampa, con lo scopo di esercitare pressioni per ottenere un campo sportivo. Lo Sporting ha reagito con un comunicato altrettanto netto, parlando di accuse “gravissime e infondate”. Nella risposta si sottolinea che altri Comuni dell’hinterland si sono già attivati per individuare soluzioni condivise con le associazioni del territorio, mentre a Corsico l’impressione sarebbe quella di un disinteresse crescente verso il calcio.

Al momento, la situazione resta sospesa, ed estremamente critica. La Parrocchia non ha ancora formalizzato il mancato rinnovo del comodato, ma la direzione sembra segnata. Il Comune attende di pubblicare una manifestazione di interesse per la riqualificazione del campo Fermi, un percorso che richiederà tempi lunghi e investitori con solide capacità finanziarie, che difficilmente saranno trovati. San Siro è già stata venduta, e il sindaco Ventura ha perso il treno della candidatura di Corsico ad ospitare Milan ed Inter al centro sportivo Giogella. Altri investitori da milioni di euro, in giro, non se ne vedono. Lo Sporting, invece, continua a cercare una strada che permetta ai 150 ragazzi di non rimanere senza un luogo dove allenarsi e giocare Il clima resta teso. Il confronto è sui social, dove decine di commenti mostrano quanto la questione sia diventata sensibile per la comunità. E mentre parrocchia, Comune e Sporting cercano ciascuno la propria soluzione, il rischio è che a pagare siano, ancora una volta, i ragazzi.

1 commento

  1. È una vergogna,con due campi di calcio che abbiamo sul territorio di Corsico.
    uno al giorgella e l’altro in via fermi angolo viale liberazione.
    vederli abbandonati e con l’erba alta più di un metro, quando una società di calcio lo Sporting chiede al primo cittadino non venga in aiuto senza dare una risposta positiva.

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