
Doveva essere un’assemblea per discutere di sicurezza sul territorio di Corsico. A tratti si è trasformata in una specie di riunione di condominio con sindaco e assessore alla partita contestati e interrotti (a volte a ragione) mentre esponevano le proprie argomentazioni. Argomentazioni che comunque non hanno convinto la platea. “Vogliamo più sicurezza” era lo slogan con il quale una cinquantina di commercianti avevano chiesto un confronto a chi amministra Corsico. Una richiesta dettata dalle decine di episodi di violenza accaduti in città, l’ultimo lunedì sera in via Garibaldi costato due feriti. Una specie di rosario che ha visto, a volte, gli stessi commercianti vittime innocenti.
L’errore del sindaco
Ha aperto la seduta il sindaco Stefano Ventura che ha enunciato alcuni dati e norme su chi e che cosa significa pubblica sicurezza. Qui ha commesso il primo errore: ha mostrato delle slide che mostravano gli episodi di cronaca accaduti a Rozzano, San Donato Milanese, Sesto e Rho, senza alcun dato sugli episodi avvenuti a Corsico. Dalla platea si sono levate proteste. Ventura è stato accusato di voler deviare l’attenzione su altre realtà. La reazione del pubblico presente è riassunta nelle parole di Luisa Ciuffini che ha accusato il sindaco di non fornire premesse corrette. “Voglio solo correttezza dalle istituzioni” ha detto amareggiata.
A metà del guado
Riportata la calma, Ventura ha ripreso a mostrare le slide sulle criticità in tema di ordine pubblico, criticità di ordine generale sulla impossibilità per le forze dell’ordine di controllare con continuità il territorio, sulla mancanza di risorse, sulle competenze delle diverse istituzioni, sulle funzioni della polizia locale (ausiliare di pubblica sicurezza, amministrative, tributarie). “La Polizia locale sta a metà del guado – ha detto – perché non ha le stesse funzioni di ordine pubblico delle altre forze di polizia, carabinieri e guardia di finanza”. Idem sui poteri attribuiti al sindaco: non sono quelli del prefetto e non può chiudere o aprire locali pubblici. Autoassoluzione su tutta la linea quindi.
La radiografia della Polizia locale
Poi è toccato al’assessore Stefano Salcuni fare la radiografia della Polizia locale di Corsico. Quanti agenti c’erano nel 2020 (20) quanti ne sono stati assunti nel 2021 (3), quanti ne sono stati selezionati nello stesso anno (7), il concorso per assumerne altri 6. Quante telecamere c’erano prima (non ne funzionava una) quante ne sono state installate, quante ne saranno attivate. Poi le intese con i vari corpi delle forze dell’ordine, sino all’accordo con la Guardia di finanza per il contrasto alle frodi. Salcuni ha elencato le cose fatte su tutti i fronti, cose che evidentemente non sono state sufficienti. Anche lui è stato contestato e interrotto.
Una città morta
Poi sono cominciate le domande. E qui si è aperta una voragine che ha ingoiato tutto. Dalla discoteca aperta al parco Pozzi Ginori, alle multe comminate durante la pulizia eccezionale delle strade, dal ritiro dei rifiuti da anticipare per non mettere in pericolo l’incolumità degli addetti, ai soldi spese per alcune strutture pubbliche usate da privati. Uno degli interventi più accorati è stato quello di Paola Argenzio, insegnante, che ha puntato l’indice contro Ventura e Salcuni accusandoli di aver “impartito una lezione non richiesta”. Poi ha suggerito una riflessione: “Vi siete mai chiesti da cosa deriva lo stato di degrado di Corsico?” “Una città – ha detto – non può essere sicura se non è viva. Oggi, Corsico è una città morta”.
Fallimento sì, fallimento no!
Per Fabio Nebbiolini, “il contrasto al degrado che attanaglia Corsico si combatte con misure straordinarie, anche affidando a costo zero strutture pubbliche abbandonate”. Dal fronte politico è arrivato l’intervento di Francesco Magisano che ha osservato: “Finalmente si riconosce che a Corsico esiste un problema di sicurezza mentre per più di un anno si è perso tempo sul progetto dell’unione delle Polizie locali di Corsico e Buccinasco, miseramente fallito”. Fallimento non riconosciuto dal sindaco Ventura secondo il quale si tratterebbe di un’iniziativa ancora in essere: “Ci vuole tempo” – ha detto, dimenticando che assieme al sindaco di Buccinasco aveva detto che sarebbe diventata operativa sin dallo scorso gennaio, dimenticando anche che l’idea è stata bocciata sia dal Pd buccinaschino, sia dall’ex segretaria comunale della stessa città. La conclusione della serata? Molte chiacchiere, nulla di concreto.














Ventura deve fare meno fotoromanzi con cani e veline e più il sindaco