HomeNewsBuccinascoAnnullata l'interdittiva antimafia sull’autonoleggio, Buccinasco e Prefettura ricorrono al Consiglio di Stato

Annullata l’interdittiva antimafia sull’autonoleggio, Buccinasco e Prefettura ricorrono al Consiglio di Stato

Il Tar annulla il provvedimento di chiusura per motivi procedurali, ma il Comune rilancia: “Prima la sicurezza e la legalità”. Sullo sfondo i legami con il clan Barbaro

tar lombardia

Il Comune di Buccinasco e la Prefettura di Milano ricorreranno al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Lombardia che ha annullato la chiusura, disposta con interdittiva antimafia, di una società di autonoleggio attiva sul territorio comunale a causa dei suoi collegamenti con il clan Barbaro. La decisione dei giudici amministrativi ha cancellato i provvedimenti adottati su indicazione della Prefettura e in raccordo con il Ministero dell’Interno, ritenendo determinante il superamento del termine dei 60 giorni dalla presentazione della Scia e l’assenza di sopravvenute esigenze di sicurezza pubblica.

Una lettura che l’amministrazione comunale contesta. Al centro del caso c’è l’attività di autonoleggio aperta in via Meucci, riconducibile a Giuseppe Barbaro, già finita nel mirino delle autorità nel giugno 2023, quando il prefetto aveva disposto la sospensione dell’attività di “noleggio veicoli senza conducente”. Alla base del provvedimento, gli elementi emersi a carico dello stesso Barbaro e i legami familiari con soggetti condannati per reati gravi, tra cui associazione a delinquere, tentato omicidio e traffico di droga. Anche il socio dell’attività era stato ritenuto un profilo problematico. Secondo quanto evidenziato dalla Prefettura, si trattava di elementi tali da far emergere “una allarmante, quotidiana e fisiologica contiguità ad ambienti criminali”, con dubbi concreti sul possesso dei requisiti di affidabilità imprenditoriale.

Nonostante ciò, la società aveva presentato ricorso al Tar, chiamando in causa Prefettura, Ministero dell’Interno e Comune di Buccinasco. L’amministrazione comunale, già all’epoca, aveva deciso di costituirsi in giudizio per difendere la legittimità del provvedimento, definendo “doveroso” opporsi. Oggi, dopo la sentenza favorevoleai Barbaro, arriva la nuova presa di posizione. “Non si può equiparare un’interdittiva antimafia, fondata su elementi gravi e su valutazioni di contiguità con ambienti criminali – fanno sapere di via Roma – a un semplice diniego amministrativo di sospensione di una Scia commerciale”.

“Il Comune ha agito in piena collaborazione con la Prefettura di Milano e nel rispetto delle indicazioni del Ministero dell’Interno – si sottolinea in un comunicato stampa – con l’unico obiettivo di tutelare la legalità e prevenire possibili infiltrazioni criminali nel tessuto economico locale”. Da qui la decisione di impugnare la sentenza davanti al Consiglio di Stato, per ribadire un principio ritenuto centrale: la tutela della sicurezza pubblica e della legalità deve prevalere su interpretazioni meramente procedurali. Una vicenda che si inserisce nel più ampio contesto dei controlli antimafia a Buccinasco, territorio da anni sotto osservazione per la presenza di interessi legati alla criminalità organizzata, e che ora si sposta sul piano della giustizia amministrativa di secondo grado.

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