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Parla il sindaco di Cusago: “Castello, vent’anni persi e nodi irrisolti, ora cambiamo passo”

Dagli orti comunali al centro sportivo, fino a scuole e viabilità: Gianmarco reina fa il punto tra accuse al passato e sfide ancora aperte

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Nella foto, Gianmarco Reina, sindaco di Cusago

Non è un bilancio di metà mandato, ma quasi. Due anni sono sufficienti per tirare le prime somme di un lavoro cominciato dopo una battaglia elettorale che ha scalzato vecchi paradigmi, alleanze spurie, rapporti cristallizzati da vecchie abitudini. Due anni vissuti pericolosamente? “No! è la risposta di Gianmarco Reina, sindaco di Cusago – due anni vissuti partendo dalla volontà di cambiare, di introdurre un nuovo metodo di lavoro dopo vent’anni di gestione dei soliti noti: Pallazzolo, Triulzi, Invernizzi, Locatelli,- Locatelli, Invernizzi, Triulzi, Locatelli. Si sono alternati senza dare alcun impulso al paese e alle risorse che possiede”. In questa intervista si affrontano alcuni temi caldi che agitano le notti dei cusaghesi, vecchi e nuovi.

Cominciamo dal Castello: Maggio 2023 presentazione del 5° progetto per salvarlo presentato dalla famiglia Rappo, proprietaria del Viridea. Aprile 2025 Viridea mette il Castello in vendita. Si sono persi 20 anni e il futuro del maniero Casati Stampa è ancora avvolto dalla nebbia. Qual è o potrebbe essere, se c’è, una soluzione?
“Viridea ha informato il Comune che, avendo investito nel centro di produzione di tappeti erbosi di Monzoro, ha problemi di liquidità che non le permettono di onorare gli impegni previsti dall’accordo sottoscritto nel 2023 con il municipio. Accordo che prevedeva il versamento di 250mila euro all’anno nelle casse della Fondazione “Merito et Tempore” che avrebbe dovuto gestire tutte le fasi per il recupero del Castello. Stefano Rappo, erede della famiglia che ha sostituito il padre, deceduto un anno e mezzo fa, ha chiesto lo scioglimento della Fondazione e subito dopo ha messo in vendita il maniero ad una cifra esorbitante, circa 9 milioni di euro. Il Comune ha un diritto di prelazione, ma di fronte a un’offerta concreta potrebbe essere costretto a rinunciarci”

Perché non lanciare un’operazione in crowdfunding?
“Perché dopo la decina di milioni necessari all’acquisto ce ne vogliono almeno altri 30 per la ristrutturazione. Con quote da mille euro servirebbero 40mila soci, con quote da diecimila, ne servirebbero 4mila. Dove li reclutiamo? L’unica zattera cui aggrapparsi è l’ambito pubblico: un’operazione in sinergia con Regione e Citta Metropolitana, difficilissima per i costi. A pensare che nel 2003 potevamo acquistarlo, compresi i terreni di pertinenza, per soli 1milione 266mila euro. Sindaco era Giovanna Invernizzi. In archivio c’è una delibera con la quale si rinunciò all’acquisto perdendo un’opportunità incredibile”.

Attraversamento della provinciale 114. Il passaggio alla rotatoria del Viridea voluto da Triulzi non risponde ai vostri canoni di sicurezza e per questo motivo si era individuata un’altra soluzione: il sovrapasso. Poi è arrivato il sottopasso. Tra sopra e sotto, che fine hanno fatto i progetti, l’ultimo dei quali presentato un anno fa?
“Secondo Regione e Città metropolitana, la presenza dell’attraversamento a raso esclude il sovrapasso. L’opzione rimasta in piedi è quindi il sottopasso. Lo scorso agosto la Regione ha pubblicato una determina che assegna l’incarico a un professionista per lo studio di fattibilità, studio che non è ancora pronto perché la priorità, in Lombardia, è completare le opere previste dal Pnrr. Se ne riparlerà tra qualche mese. Appena vedremo i progetti, capiremo tempi e modalità di realizzazione”

Centro sportivo. È vero che il finanziamento di 350mila euro per la sua ristrutturazione non è stato concesso? E adesso come intendente procedere?
“Siamo stati ammessi al bando. Il problema è che i fondi non coprivano le richieste. Preso atto della situazione abbiamo subito attivato la procedura per la definizione di un partnenariato pubblico-privato. Intanto, però, non tutto il centro sportivo è inattivo: il palazzetto, infatti è aperto da ottobre. Lo abbiamo affidato a sei società che ne condividono orari e gestione. Per il calcio, atletica e tennis nei prossimi giorni dovremmo pubblicare una richiesta di manifestazione d’interesse alla quale potranno partecipare società sportive associazioni e imprese. L’intenzione è rimetterlo in funzione affidandolo a tre società diverse, una per ogni disciplina”

In attesa di nuovi gestori, non si poteva agire in “prorogatio”?
“No! Al vecchio gestore avevamo già concesso tre proroghe. I codici di appalto sono molto rigidi: non si può prorogare all’infinito. E poi c’era un contenzioso con il comune che impediva ulteriori spazi di manovra”

Con il completamento del polo residenziale Cusago Garden sono previsti circa 800 nuovi arrivi. Si tratta di un incremento della popolazione di oltre il 20%. I servizi per accoglierli, scuole, asili nido, viabilità, sono pronti?
“No! Il Comune non è strutturato sia sotto il profilo delle risorse umane, sia per gli spazi pubblici. Ha solo 17 dipendenti. Il sottodimensionamento della pianta organica è spaventoso. Cusago non può superare una certa soglia che è rapportata a valori troppo vecchi. Giusto per fare un esempio, il comune di Trezzano pur essendo sotto stimato, ha un centinaio di dipendenti. Da noi ci sarebbe spazio per almeno tre nuovi ingressi, ma siamo appunto bloccati dai parametri popolazione/dipendenti”.

Allora come si accolgono le nuove famiglie?
“Lavoriamo con quel che abbiamo. Abbiamo approvato un progetto che grazie al collegamento di nido e materna permette di recuperare due aule in più. Dovremo però dare spazio prima ai residenti, poi a coloro che fanno richiesta dai comuni limitrofi. Per le elementari e medie non abbiamo alcun problema, gli spazi ci sono. Per il nido abbiamo un progetto per ottenere 12 posti in più fino alla capienza massima. Poi sarebbe necessario un nido nuovo, che però costerebbe troppo.”

Due polemiche social delle ultime settimane riguardano la consegna degli orti comunali e l’aumento delle tariffe dello scuola bus. Qual è la posizione dell’amministrazione su entrambi i fronti?
“Cominciamo dagli orti comunali. Non sono ancora pronti. Si tratta di un progetto che abbiamo ereditato dalla vecchia amministrazione ed è collegato alla lottizzazione realizzata a Monzoro dalla Viridea che, a scomputo degli oneri di urbanizzazione, deve finanziare i lavori. Il progetto è stato rimbalzato per ben tre volte dal Parco sud che ha sempre sollevato eccezioni su capanni, confini, servizi. Noi siamo riusciti ad inserire un’area per la socializzazione circondata da orti di 45 metri quadrati ciascuno con casette porta-attrezzi e acqua. Il tutto si affaccia in via San Abate che se l’idea sarà approvata, porterà al sottopasso”.

E le tariffe dello scuolabus?
“Sono ferme da vent’anni. Lo scuolabus costa alle casse comunali 55mila euro all’anno contro un ricavo di soli 4mila e 88 euro. La differenza viene coperta con interventi che gravano sull’addizionale Irpef di tutti i residenti, anche quelli che non hanno mai usufruito del servizio. Intendiamo portare il prezzo di una corsa da Monzoro dagli attuali 0,28 euro a 0,88. Per chi abita a Cusago si tratta di un servizio a domanda individuale il cui costo sarà triplicato. Intendiamo però introdurre le fasce Isee che prevedono un costo pieno per il primo figlio, al 50% per il secondo e terzo figlio. Entro le prossime settimane organizzeremo un incontro durante il quale spiegheremo alle famiglie tutti gli aspetti di questa questione.

Un Auditorium a Cusago? Dove potrebbe sorgere e con quali risorse finanziarlo? Perché non realizzarlo nel Castello?
“L’Auditorium è un’esigenza di tutta Cusago. Qui non esiste un luogo all’interno del quale organizzare eventi. Nel Castello non è possibile per i motivi che ho appena spiegato. Abbiamo fatto fare uno studio di fattibilità per capire se stava nel cortile della scuola di via Baggio. Un’idea che è stata abbandonata. C’è una proposta alternativa: realizzarlo di fronte al centro sportivo nell’ex area feste. C’è però un vincolo previsto dal Pgt, che bisognerebbe cambiare. Il parco Sud deve però dare l’ok. In questo caso strade e servizi sono già pronti. L’alternativa è un’area verde in via Lombardia, ma mancano le strade per collegarla al paese. In ogni caso, i tempi dell’amministrazione pubblica  sono molto lunghi. Se tutto dovesse procedere senza intoppi (approvazione progetto, finanziamento, appalto, costruzione), qualunque sia la soluzione, ci vorranno almeno dieci anni per vederlo finito”.

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