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185 a rischio licenziamento: allarme dei sindacati sulla sede di Assago della Nestlè

Tagli concentrati nelle funzioni impiegatizie: nel mirino soprattutto la sede assaghese della multinazionale. I sindacati minacciano scioperi a oltranza

Assago-nestlè
Nella foto, la sede di Assago della Nestlè

Centottantacinque lavoratori a rischio, con l’epicentro ad Assago. È questo il conto presentato da Nestlé nell’ambito del piano di riorganizzazione globale che punta a ridurre di 16mila unità la forza lavoro entro il 2027. A rendere nota la cifra degli esuberi in Italia sono stati i sindacati di categoria – Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – all’indomani del confronto in sede di Comitato aziendale europeo. Una comunicazione che conferma le preoccupazioni già emerse nei mesi scorsi e che ora assume contorni concreti.

Secondo quanto riferito, i 185 lavoratori coinvolti saranno concentrati esclusivamente nelle funzioni impiegatizie e, in particolare, nella sede di Assago, uno dei poli strategici del gruppo in Italia. Una scelta che colpisce direttamente il cuore organizzativo dell’azienda nel Paese. La multinazionale ha motivato l’intervento con la necessità di aumentare la competitività attraverso una riduzione dei costi, ma per le organizzazioni sindacali si tratta di decisioni “dettate da logiche finanziarie” che rischiano di scaricarsi interamente su lavoratrici e lavoratori.

A preoccupare non è solo il presente, ma anche ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi. Sotto osservazione c’è infatti anche il settore “Waters”: pur non essendo direttamente coinvolto dagli esuberi annunciati, potrebbe essere interessato da una riorganizzazione con la creazione di una joint venture e il possibile trasferimento di 60-70 dipendenti verso Sanpellegrino. Di fronte a questo scenario, i sindacati annunciano battaglia. Nei prossimi giorni partiranno assemblee nei luoghi di lavoro per informare i dipendenti e definire le iniziative da mettere in campo. L’obiettivo dichiarato è tutelare l’occupazione e contrastare un piano che, secondo le sigle, rischia di avere un impatto pesante sul territorio.

Con oltre un secolo di presenza in Italia e una rete globale che si estende in 187 Paesi, Nestlé resta uno dei colossi del settore alimentare. Ma la riorganizzazione in atto dimostra come anche i grandi gruppi non siano immuni da strategie che, nel nome dell’efficienza, possono tradursi in tagli significativi. E, questa volta, il conto lo paga anche Assago.

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