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Caos Trezzano: tra smentite (che non smentiscono) e puntualizzazioni (che non puntualizzano), il centrosinistra chiede le dimissioni del sindaco

L’esplosione della crisi della giunta Morandi, che da circa un anno e mezzo, tra alti e bassi, governa Trezzano, ha provocato una serie di reazioni

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Com’era prevedibile, l’articolo pubblicato ieri da pocketnews.it (leggi qui) sui retroscena che hanno portato alla crisi della giunta Morandi che da circa un anno e mezzo, tra alti e bassi, governa Trezzano, ha provocato una serie di reazioni tutte abbastanza prevedibili. La prima porta la firma dello stesso sindaco che in una nota inviata alla redazione, ha scritto: “In merito all’articolo apparso su Pocketnews dove si ricostruiscono i fatti in maniera errata e senza indicare le fonti, mi preme chiarire quanto segue: non sono avvezzo a fare cene private, lontano da occhi indiscreti, e le persone le ricevo alla luce del sole. In merito alla decisione di ritirare le deleghe preciso che è stata assunta solo da me, senza il coinvolgimento del consigliere Giuseppe Russomanno”.

Ora, la sostanza di quanto riportato nell’articolo, redatto con ampio utilizzo di condizionale, non cambia di una virgola: l’incontro tra sindaco e Domenico Spendio c’è stato e l’argomento di discussione è stato l’invito fatto al rappresentante della lista “Noi per Trezzano” di entrare in maggioranza assieme a tutto il suo gruppo. Proposta rimandata al mittente perché la prospettiva di nuove elezioni è sempre più realistica e le aspettative di Spendio e compagnia sono molto alte. Quanto al ritiro delle deleghe, così come poi è avvenuto, era da giorni che in ambienti politici trezzanesi se ne parlava come una condizione “sine qua non” imposta da Russomanno per continuare a sostenere la maggioranza.

Una tirata di orecchie è arrivata anche da Samantha Beccia la nuova capogruppo di Fratelli d’Italia. Che ha scritto: Con riferimento all’articolo apparso questa sera, che riporta considerazioni non corrispondenti allo svolgimento dei fatti e prive dell’indicazione delle fonti, ritengo necessario formulare alcune precisazioni. La decisione di procedere al cambio del capogruppo è stata assunta in maniera condivisa all’interno del gruppo consiliare, quindi era nota a tutti i membri del gruppo, in pieno accordo con il livello provinciale e nel rispetto dei tempi concordati con lo stesso. Tale scelta è maturata alla luce di specifiche esigenze di rappresentatività dei componenti del gruppo e di alcune difficoltà comunicative emerse nel corso dei lavori consiliari. Si precisa, inoltre, che il passaggio di questa carica, decisione a lungo ponderata, non rappresenta in alcun modo la causa scatenante delle dinamiche che hanno portato alla situazione odierna.”

Russomanno certamente sapeva dell’intenzione di un gruppo di suoi ex compagni di partito di “farlo fuori” (in senso buono, naturalmente) ma ha anche sempre detto che avrebbe scelto lui i tempi e le modalità dell’abbandono della carica. Invece il gruppo Beccia, Stivala, Carnovale, ha forzato la mano decidendo in autonomia. E a questo proposito, assume un valore anche il rifiuto di accogliere in tempi brevi il consigliere Piero Stroppa, che dopo aver lasciato la lista del sindaco Morandi aveva chiesto di aderire a Fratelli d’Italia. Se fosse stato adottato, il numero di consiglieri schierati sulle due sponde del Naviglio sarebbe stato di 3 a 3, per parte. Numeri che avrebbero forse impedito l’esautorizzazione di Russomanno.

In tutto questo caos, è arrivata chiara la richiesta del centrosinistra. Con un comunicato stampa diffuso ieri sera e sottoscritto da tutti e tre i gruppi che lo compongono, compreso quello di Spendio, ha chiesto le dimissioni del sindaco. Nel comunicato si cita: “una crisi politica evidente all’interno della maggioranza, crisi che alimenta forti preoccupazioni per il governo di Trezzano”. “Di fronte a una situazione così compromessa – è la chiosa – richiamiamo il sindaco al senso di responsabilita: se non è più in grado di governare tragga le dovute conseguenze e dia le dimissioni”.

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