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Rozzano dedica il 27 gennaio al ricordo del concittadino Angelo Repossi, deportato dai nazisti

Durante la seconda guerra mondiale era caporale maggiore dei Bersaglieri. Si trovava di stanza a Cremona con altri militari quando l’8 settembre, il giorno dell’armistizio, fu catturato dai tedeschi

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Nell’immagine, il documento di Angelo Repossi, prigioniero dei tedeschi

Un anno fa, in occasione della consegna della laurea honoris causa alla senatrice Liliana Segre, i familiari ricevettero dal prefetto di Milano Claudio Sgaraglia la Medaglia d’Onore alla Memoria. Oggi Rozzano celebra il suo ricordo dedicandogli il 27 gennaio, anniversario della scoperta del campo di concentramento di Auschwitz. Qui si parla di Angelo Repossi, rozzanese, deportato dai nazisti a Küstrin, in Polonia. La sua storia è venuta alla luce grazie ai figli, Maria Simona e Pietro Luigi e alla nipote Chiara.

L’annuncio è stato dato sul sito istituzionale Rozzano. Sito che ha ripercorso alcune tappe della sua vita. Classe 1914, Angelo era un caporale maggiore nel Corpo dei Bersaglieri durante la seconda guerra mondiale. Si trovava di stanza a Cremona con altri militari quando l’8 settembre, il giorno dell’armistizio, fu catturato dai tedeschi e inviato in Germania dove fu rinchiuso in un lager nazista al confine con la Polonia.

“Durante il periodo di prigionia durato 2 anni, – ricorda ancora il profilo pubblicato questa mattina – ha dovuto affrontare condizioni di vita terribili, sopportando fame e sofferenze, tanto che spesso il rancio consisteva solo in bucce di patate. Nonostante le difficoltà però non ha mai perso la sua dignità e si è sempre adoperato per aiutare gli altri prigionieri, instaurando anche significativi legami di amicizia con i suoi compagni di sventura. Il suo temperamento, l’indole gioiosa e la sua disponibilità verso gli altri lo hanno reso un punto di riferimento anche nei momenti più bui.

Liberato il 15 ottobre 1945, è tornato in Italia a piedi e con mezzi di fortuna. Nel 1948, dopo essersi sposato, si è stabilito a Rozzano Vecchio. In quel periodo faceva l’operaio in una fabbrica di pneumatici. Si è spento nel 2000, a 86 anni. I figli lo ricordano per il suo sorriso che non abbandonava mai, la sua passione per il canto – faceva parte della corale della parrocchia di Sant’Ambrogio – e la sua partecipazione attiva nella vita della comunità cittadina.

Il 27 gennaio 2024, come detto, gli è stata conferita la medaglia d’onore concessa dal Presidente della Repubblica ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati ai lavori forzati. “La consegna di questa onorificenza, avvenuta a Milano alla presenza del Prefetto e della Senatrice Liliana Segre, – conclude la nota – rappresenta un profondo atto di riconoscimento per i familiari di Angelo e assume un valore significativo per tutta la comunità di Rozzano, portando con sé un messaggio di speranza per le future generazioni”.

 

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