
Con un provvedimento dello scorso 30 aprile, Corsico ha messo in vendita, mediante asta pubblica, le azioni in suo possesso di Area sud Milano, l’azienda di raccolta rifiuti a capitale pubblico costituita con i comuni di Rozzano, Locate di Triulzi, Pieve Emanuele, Corsico e Cesano Boscone (quest’ultimo da tempo si è svicolato). Si tratta di 51.645 azioni pari al 10 per cento del capitale sociale. Il prezzo di base dell’asta è di poco più di 111mila euro, secondo perizia. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato per le 12 di lunedì 10 giugno 2024.
Igiene urbana
Costituita nella seconda metà nel 2002, Area Sud Milano opera nel settore dell’igiene urbana, con i servizi di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed assimilati, di spazzamento stradale, gestione di piattaforme ecologiche e di centri comunali di raccolta in cui i cittadini possono conferire i rifiuti urbani, elettrici ed elettronici e in generale tutti i rifiuti riciclabili.Negli ultimi tempi, il suo raggio di azione si è ridotto ai comuni di Rozzano, Locate di Triulzi e Pieve Emanuele.
Concordato preventivo in bianco
La vita della società non è stata tutta rose e fiori. Nel 2019 ha rischiato il fallimento e la sua attività è potuta proseguire solo grazie a un provvedimento del tribunale di Milano che ha accolto e omologato una procedura di concordato preventivo con continuità aziendale proposta dai vertici della società. Cinque anni fa le notizie che la riguardano erano drammatiche: l’attività era paralizzata dagli scioperi, non riusciva addirittura più a pagare i propri creditori tanto che gli amministratori avevano depositato alla cancelleria del tribunale fallimentare di Milano, istanza per il “concordato preventivo in bianco”.
13 milioni di debiti
I conti dell’azienda erano appesantiti da 13 milioni di euro di debiti e pur vantando crediti per 9 milioni di euro non era più in grado di garantire una corretta gestione della propria attività. Non solo. Dai 9 milioni di crediti andavano detratti quelli inesigibili. Una zavorra che avrebbe potuto far affondare tutta la barca. Solo a Rozzano, Area sud aveva circa settanta dipendenti che in caso di fallimento avrebbero perso il lavoro. La situazione finanziaria negativa aveva eroso il capitale sociale. Era stato proposto ai soci la sua ricostituzione. Proposta rigettata al mittente.
Rami secchi
Dopo cinque anni e sotto il controllo del tribunale di Milano la situazione sembra essere migliorata. La società ha tagliato alcuni rami secchi come quello che aveva a Sesto San Giovanni e a Castellanza (un centinaio di dipendenti) ha ridotto la propria attività a tre comuni limitrofi (Rozzano, Locate e Pieve) ed entro la fine del 2025 conta di uscire dal concordato preventivo. Sarebbe quindi il momento giusto per vendere? Forse, ma la questione è il prezzo. Gli addetti ai lavori lo ritengono troppo elevato.
Abbassare le pretese
Chi spenderebbe 111mila euro per una quota societaria che non darebbe in corso di concordato alcuna possibilità di intervenire sulla gestione? E nemmeno dopo, visto che si tratta di una quota di minoranza? Interpellato sulla questione, il sindaco di Rozzano (la città tramite Ama detiene il 65,97 per cento del capitale sociale), Gianni Ferretti ha dichiarato: “Noi potremmo essere interessati, ma a quella cifra non sprechiamo neanche la carta per presentare la domanda. Se Corsico abbassasse le pretese potremmo ripensarci”.














