
Emergono nuovi dettagli sulla tentata truffa che nelle scorse settimane ha coinvolto il Comune di Buccinasco e che, solo grazie al recupero dell’intera somma versata, non ha provocato un danno economico per le casse comunali. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, trovano ora conferma alcuni elementi chiave della vicenda anticipati in un articolo di pocketnews.it dello scorso 26 giugno. Il settore comunale interessato è quello che si occupa della gestione degli asili nido, mentre la società coinvolta è la cooperativa Marta Onlus, affidataria del servizio.
Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe iniziato con una e-mail apparentemente proveniente dalla cooperativa. Nel messaggio veniva comunicata la variazione dell’Iban sul quale effettuare il pagamento delle fatture, chiedendo agli uffici comunali di sostituire quello abitualmente utilizzato con un nuovo conto corrente. A quel punto un’impiegata dell’ufficio amministrativo avrebbe provveduto ad aggiornare le coordinate bancarie senza effettuare ulteriori verifiche sull’autenticità della richiesta. Successivamente il Comune ha disposto il pagamento della fattura emessa dalla cooperativa Marta Onlus. L’importo originario era pari a 154.976,13 euro. Dopo uno storno di 2.324,65 euro, è stato disposto un bonifico di 152.684,59 euro, accreditato però sul conto corrente indicato nella falsa comunicazione.
La truffa sarebbe venuta alla luce solo alcuni giorni più tardi, quando i responsabili della cooperativa Marta hanno contattato il Comune chiedendo informazioni sul pagamento che risultava ancora non incassato. È stato in quel momento che gli uffici si sono accorti che il bonifico era stato eseguito utilizzando un Iban diverso da quello realmente intestato alla cooperativa. Da lì sarebbero immediatamente partite le iniziative che hanno consentito il recupero dell’intera somma. Resta però da chiarire con quali modalità sia stato possibile rientrare in possesso dei 152.684,59 euro: se attraverso il blocco del bonifico, un intervento dell’istituto bancario, la restituzione delle somme oppure grazie ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria.
La vicenda continua intanto ad alimentare il confronto politico. I gruppi di opposizione hanno presentato richieste di accesso agli atti per conoscere tutti i particolari dell’accaduto. Documentazione che, secondo quanto riferiscono gli stessi consiglieri, sarebbe stata trasmessa soltanto in parte. In particolare il capogruppo della Lega, Manuel Imberti, sostiene di non aver ancora ricevuto risposta ad alcuni quesiti che considera fondamentali per comprendere l’intera vicenda. Tra le domande ancora senza risposta figurano l’eventuale presentazione di una denuncia alle forze dell’ordine, l’avvio di un’indagine interna per verificare eventuali responsabilità, le modalità con cui il Comune è riuscito a recuperare integralmente il denaro, l’eventuale individuazione della persona che avrebbe modificato fraudolentemente l’Iban della cooperativa e le misure organizzative adottate per impedire che un episodio analogo possa ripetersi.
Sono interrogativi tutt’altro che secondari. Vicende di questo tipo, infatti, rientrano tra le cosiddette frodi del “cambio Iban”, una tecnica sempre più diffusa che consiste nell’inviare comunicazioni apparentemente autentiche per convincere enti pubblici o aziende a effettuare i pagamenti su conti correnti riconducibili ai truffatori. Proprio per questo, nella prassi amministrativa, la modifica delle coordinate bancarie viene normalmente accompagnata da verifiche supplementari, come un contatto diretto con il creditore o la richiesta di ulteriore documentazione. Il recupero integrale della somma rappresenta senza dubbio un risultato positivo, un risultato che ha evitato un danno patrimoniale di oltre 152 mila euro. Resta però aperta una questione di trasparenza amministrativa (senza poi parlare di come è stata comunicata l’intera vicenda). Comprendere come sia stato possibile autorizzare un bonifico di tale importo sulla base di una semplice comunicazione via e-mail e quali correttivi siano stati introdotti dopo l’accaduto non significa alimentare polemiche, ma verificare che un episodio simile non possa ripetersi in futuro.













