
Con una profonda ferita alla testa. È stata trovata così, riversa sul pavimento della sua casa in via Crocefisso a Milano, Fiorenza Rancilio, sorella di Augusto, l’architetto sequestrato dalla ‘ndrangheta a Cesano Boscone. Sul posto sono arrivati i carabinieri per le indagini. All’interno dell’appartamento è stato trovato anche il figlio. Non si esclude alcuna pista, nemmeno quella dell’omicidio.
Costruttore italo-francese
È una storia tragica quella della famiglia Rancilio. Comincia con Gervaso Rancilio, noto e ricco imprenditore italo-francese costruttore del quartiere Giardino a Cesano Boscone. Il figlio secondogenito, Augusto, fratello più giovane di Fiorenza, architetto di 26 anni, lavorava in diversi cantieri sia in Francia che in Italia, a Milano. Il 2 ottobre 1978 venne aggredito e sequestrato da una banda di calabresi di Buccinasco, affiliati alla ‘ndrangheta, mentre stava entrando nel cantiere del quartiere Giardino.
Ucciso dalla ‘ndrangheta
Il sequestro durò pochi giorni, perché Augusto venne ucciso mentre tentava di sfuggire ai suoi carcerieri. Nonostante i ripetuti appelli del padre, il suo corpo non è mai stato ritrovato. Nel 1993, la confessione fiume del boss Saverio Morabito, boss di Platì trapiantato a Milano, consentì di fare piena luce sul suo sequestro. Saverio Morabito raccontò anche i retroscena del sequestro di Cesare Casella, rivelando che prima di essere trasferito in Aspromonte il ragazzo fu rinchiuso in un box a Buccinasco. Ma ha anche fornito una agghiacciante versione sulla morte dell’architetto Augusto Rancilio: il ragazzo fu ucciso per essersi ribellato ai suoi carcerieri.
La serie nera dei sequestri
Le confessioni dello stesso Morabito riguardavano poi altri rapimenti avvenuti tra il 1975 e il 1980. Da quello di Giuseppe Ferrarini, proprietario di un’azienda di trasporti a Corsico ad Angelo Galli, consigliere comunale dc a Cesano Boscone; da Giuseppe Scalari, industriale farmaceutico sequestrato davanti al suo stabilimento a Trezzano, ad Alberto Campari, figlio del titolare di una ditta di trasporti con depositi in via Isernia; da quello di Evelina Cattaneo fino ad Alessandro Vismara, figlio del proprietario di un’azienda agricola di Cisliano.
Si indaga per omicidio
Secondo le prime informazioni, nell’attico al nono piano di via Crocefisso, dove è stato ritrovato il cadavere di Fiorenza Rancilio, c’era il figlio 35enne della donna. In queste ore gli investigatori lo stanno interrogando, mentre il magistrato di turno ha aperto un fascicolo per omicidio. Le tragedie, nella famiglia Rancilio, sembrano non avere mai fine.













