lunedì - 4 Marzo 2024
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Trezzano: il “giallo” del parcheggio della chiesa di San Ambrogio? Le risposte nel consiglio comunale straordinario

Il caso è esploso nelle scorse settimane: don Franco Colombini ha smentito di essere d’accordo con la giunta sui lavori di “riqualificazione” dell’area adiacente il santuario

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Nella foto, la chiesa di San Ambrogio con il parcheggio della dsiscordia e, nel riquadro, don Franco Colombini

Sta diventando un vero e proprio “giallo” la lettera di don Franco Colombini, parroco di San Ambrogio, indirizzata al sindaco di Trezzano, Fabio Bottero, con la quale il prete smentisce di essere d’accordo con la giunta sui lavori del parcheggio di via Treves e di quello adiacente la chiesa. Talmente un “giallo” che per dipanarne la trama, la minoranza ha chiesto un Consiglio comunale straordinario che faccia luce sull’intera vicenda. In ballo ci sono circa 1,3 milioni di euro di soldi pubblici. A tanto ammontano i costi del piano di riqualificazione predisposto dall’amministrazione comunale trezzanese sull’asse via IV Novembre / via Treves / via Croce/ parrocchia di san Ambrogio.

La lettera

Il caso è esploso nelle scorse settimane quando tra i documenti recuperati da alcuni consiglieri comunali è emersa una lettera (numero di protocollo 7776) sottoscritta da don Franco che contesta duramente modi e metodi delle scelte dell’amministrazione comunale. Qui bisogna fare un passo indietro. Per far accettare il progetto di riqualificazione del quartiere che comprende anche la realizzazione di un parcheggio al posto del parco che si trova all’incrocio tra via Treves e via Rimembranze, sindaco e alcuni membri della maggioranza avevano spesso sottolineato come l’iniziativa avesse l’ok del parroco di San Ambrogio. Dal punto di vista politico sembrava che la decisione della giunta fosse una cambiale da pagare alla chiesa, visto l’appoggio che quest’ultima ha dato alle elezioni (sia la prima che la seconda) che hanno condotto Bottero sul soglio comunale.

San Ambrogio non è stata informata né coinvolta

A quanto pare non è così. Nella lettera protocollata lo scorso 28 marzo (pubblicata qui in alto) don Franco dichiara “di essere stato colto di sorpresa e rattristato (dell’iniziativa ndr) perché la parrocchia di San Ambrogio non è stata informata né coinvolta, anche perché il progetto dovrebbe realizzarsi su alcune aree di proprietà esclusiva della stessa parrocchia che erano state concesse in uso gratuito al Comune come previsto dalla convenzione sottoscritta nel febbraio 1998”. Nella sostanza, il progetto predisposto dai tecnici comunali e approvato dalla giunta, prevede l’utilizzo di aree che non sono di proprietà comunale ma appartengono alla chiesa: erano state concesse in uso gratuito grazie a una convenzione firmata 25 anni fa.

Divieto di accesso per disabili, matrimoni e funerali

Alle lettera è allegata una piantina in cui si mettono in evidenza le proprietà della parrocchia lungo via Rimembranze e dintorni. “Riqualificarle” significherebbe chiuderne alcune al passaggio automobilistico. “Leggendo la relazione illustrativa del progetto – continua don Franco nella lettera – non mi sembra che siano stati presi in considerazione gli accorgimenti necessari per consentire l’accesso alla chiesa a tutti i fedeli (ad esempio a coloro che per disabilità devono essere trasportati o comunque di poter parcheggiare accanto alla chiesa e di garantire una rispettosa celebrazioni delle funzioni, non solo la messa ma anche matrimoni e funerali”. Il parroco chiude la lettera augurando un riscontro da parte dell’amministrazione comunale e avverte comunque di averne dato comunicazione alla curia di Milano.

Il Consiglio comunale straordinario

Il documento inviato da don Franco Colombini, in un primo momento, è stata oggetto di una interpellanza sottoscritta da Villa Zina del m5stelle. Non avendo ottenuto risposta, visto che i lavori di “riqualificazione di via Treves (trasformazione del parco in parcheggi) procedono celermente, è stato deciso di richiedere un consiglio straordinario che abbia come unico punto all’ordine del giorno, la lettera di Don Franco e le implicazioni che comporta: è legittimo prevedere investimenti pubblici su aree private senza averne prima la piena disponibilità? È stata sottoscritta una nuova convenzione? Se sì, quali sono i nuovi contenuti? Se no, e si intende comunque procedere con il progetto, dovrà e potrà essere modificata d’ufficio?

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