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Sulle orme di Aldo Moro e Sergio Mattarella. Cattaneo: “Coniugare il pensiero con il bene”

Intervista al 23enne di Cusago neo presidente della Fuci, studente di legge alla Statale di Milano. “Portiamo Cristo nella aule. L’università non sia solo un esamificio, ma luogo di critica”

di Antonio Casa

Lorenzo Cattaneo, residente a Cusago, decanato di Cesano Boscone, 23 anni, studente di giurisprudenza all’Università statale di Milano, è il nuovo presidente nazionale della Fuci (Federazione universitaria cattolica italiana). La Fuci è l’associazione dove in passato si sono formati Aldo Moro, Giulio Andreotti, Francesco Cossiga e Sergio Mattarella. “La mia è una nomina onerosa” dice a pocketnews.it


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Come si è giunti a questa elezione? 
“La decisione è stata del Consiglio permanente della Cei (Conferenza episcopale italiana), riunito a Roma a fine settembre, a ratifica dell’elezione avvenuta durante l’assemblea federale della Fuci che si era svolta per via telematica il 9 e 10 maggio. L’impegno però è costante da tempo. Dopo il mio primo anno in facoltà, mi hanno chiesto di presiedere l’ufficio universitario diocesano. Al termine degli ultimi due anni, sono stato candidato alla presidenza Fuci ed eccomi qui.”


Quali sono i suoi compiti?
 “Nei due anni di mandato (fino al maggio 2022, ndr), innanzitutto dovrò prendermi cura dei gruppi formati all’interno della Federazione. Io ho la delega per la regione Toscana. Poi facciamo molta rappresentanza, siamo nella Conferenza dei rettori, teniamo i rapporti con gli ex fucini e tanto altro ancora. Considerate che della presidenza Fuci, oltre me, fanno parte anche la presidente della sezione femminile, due vice presidenti e altrettanti responsabili della comunicazione.”


Cosa significa essere studente universitario cattolico, oggi?
 “L’università in generale sta attraversando un momento difficile, appesantito dal periodo Covid. Si avverte, per esempio, una certa lontananza nelle relazioni. L’università non può e non dev’essere solo un esamificio, ma un luogo d’incontro nel quale si studiano le varie questioni e si prospettano soluzioni. Nel nostro caso, poi, abbiamo un compito di evangelizzazione, di portare Cristo nelle aule, con la condivisione dei nostri valori. Il discorso chiama discorso. Occorre riuscire a coniugare il pensiero con il bene. Il motto della Fuci di quest’anno è: presenti, rispondiamo insieme all’oggi che cambia. Insieme alla Chiesa intendiamo essere presenti nella realtà delle università italiane per accogliere le matricole o creando un osservatorio sui problemi degli studenti.”


Di cosa soffre l’Università italiana? 
“Il male è l’iper specializzazione senza preoccuparsi dell’etica. Si sta sempre sulle nozioni e si fa molta fatica a guardarsi intorno, a vedere cosa sta realmente accadendo. Senza etica si apprendono nozioni, ma come realmente poi essere saranno applicate? Gli studenti hanno contezza di tutto ciò? Con il puro nozionismo non si crea pensiero critico, senza uno sguardo a 360° sulla realtà che ci circonda si creeranno soltanto esecutori, non pensatori.”


Nel 2022, quando scadrà anche il prestigioso incarico, Lorenzo Cattaneo dovrebbe laurearsi. Cosa farà da grande?
“ Non lo so ancora. Spero che quest’esperienza mi faccia anche capire quale sarà la strada giusta del mio percorso, di individuare una specializzazione che faccia il mio caso. Incontrando tante persone mi renderò conto.”


In famiglia cosa dicono?
 “All’inizio ho avvertito un po’ di stupore. Poi i miei genitori mi hanno esortato a continuare l’impegno nello studio, nonostante la mole degli impegni. Ce la farò!”


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