
A volte la politica riesce in imprese che sfidano la logica. A Rozzano succede che un Comune decida di comprare un immobile… che è già suo. O meglio: già pubblico. È il caso del Cinema Fellini, finito al centro di un’accesa discussione avvenuta ieri sera in Commissione finanze e destinato a diventare un caso politico di primo piano nel confronto politico locale.
L’operazione è di quelle che fanno rumore: il Comune vuole acquistare la struttura per 1,5 milioni di euro, accendendo un mutuo di 29 anni. Totale finale? Circa 2,7 milioni, di cui 1,2 solo di interessi. Il dettaglio che cambia tutto è che il Fellini oggi è già nel patrimonio pubblico, essendo di proprietà di Ama Rozzano, società interamente controllata dal Comune. Tradotto: soldi pubblici per comprare da sé stessi, con tanto di interessi.
Secondo le opposizioni, non è un errore. È una strategia. Una manovra per immettere liquidità in Ama, da anni alle prese con una crisi strutturale. Un modo elegante – o contabile, a seconda dei punti di vista – per fare cassa senza chiamarla per nome. A guidare l’attacco è il capogruppo del PD Leo Missi, che parla apertamente di “finanziamento mascherato”. Nel mirino non c’è solo l’operazione Fellini, ma un intero modello di gestione: “Ama si svuota – denuncia – tra farmacie, piscina e ora il cinema. Intanto emergono debiti verso i fornitori per milioni di euro”.
Il sospetto, neanche troppo velato, sottolineato da Missi è che il Comune stia cercando di tenere in piedi la partecipata con operazioni tampone, scaricando però il costo sui cittadini. Un déjà-vu, secondo l’opposizione, già visto con la piscina e altre partite recenti. E poi c’è il paradosso nel paradosso: l’acquisto del cinema servirebbe anche a superare problemi con l’attuale gestione. Ma, una volta comprato, il Comune prevede comunque di affidarlo a terzi. Con lo stesso meccanismo. Gli stessi rischi. E, questa volta, con un conto decisamente più salato.
Nel frattempo, la maggioranza tira dritto. Da palazzo di piazza Foglia nessuna presa di posizione in merito, nonostante i tentativi fatti per avere una dichiarazione del sindaco Mattia Ferretti. Di sicuro la discussione approderà in Consiglio comunale. Ma fuori dalle stanze istituzionali, il messaggio è già arrivato forte e chiaro: a Rozzano si rischia di trasformare un’operazione contabile in un caso politico. E forse anche in un conto a lungo termine per i residenti.













