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Rozzano, la casa editrice Domus chiude quattro testate e vende parte della sede di via Mazzocchi

L’azienda conta di finanziare i lavori per una nuova sede, che verrà realizzata su terreni che si trovano nella stessa Rozzano, grazie alla vendita dell’attuale

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Nella foto, la sede di via Mazzocchi dell’editoriale Domus, a Rozzano

La crisi colpisce duro il mondo editoriale ialiano. Ultima in ordine di tempo, la casa editrice Domus che ha sede in via Mazzocchi a Rozzano. È di qualche giorno fa l’annuncio del taglio di quattro testate, la messa in vendita di una parte della sede attuale, l’elersione di decine di esuberi fra giornalisti e impiegati. Insomma, per rispondere alle difficoltà provocate da pandemia, guerra e quant’altro, la Domus ha adottato una drastica cura dimagrante.

Secondo il periodico Prima Comunicazione, la bibbia per tutti coloro che si occupano di editoria e comunicazione, da gennaio non usciranno più il mensile Youngtimers, il trimestrale Auto Italiana, Meridiani cammini e lo specializzato in mezzi commerciali TuttoTrasporti. Il mensile Dueruote, dal canto suo, rinuncerà alla carta e avrà solo un’edizione digitale, mentre Ruoteclassiche, il mensile sulle auto d’epoca, verrà riassorbito nell’orbita di Quattroruote.

Grandi manovre anche sul fronte dei direttori di testata. Il responsabile di “Heritage”, da gennaio 2023, sarà Gianluca Pellegrini, lo stesso di Quattroruote. Prende il posto di David Giudici, che insieme a Ruoteclassiche guidava anche Auto Italiana e Youngtimers. Sofia Bordone, amministratore delegato, ha spiegato – sempre a Prima Comunicazione – i tagli e licenziamenti con l’esplosione dei costi: “Nell’ultimo anno abbiamo avuto un aumento del 70% dei costi della carta e del 160% delle bollette energetiche. A luglio di questo abbiamo speso 68 mila euro per il mese di luglio. L’anno scorso erano 16 mila: insostenibile”.

L’aumento vertiginoso dei costi ha accelerato la decisione. Domus rimarrà, comunque, un editore con un largo parco testate, a partire da Quattroruote e Ruoteclassiche, a Due Ruote (solo digitale), a Meridiani e Meridiani Montagne, allo storico Domus e al Cucchiaio d’argento. Bordone non si sbilancia sulla riduzione di personale” Si tratterà di qualche decina di persone fra giornalisti e impiegati sui 279 attuali, per i quali c’è il massimo impegno a utilizzare ammortizzatori sociali e prepensionamenti”.

La decisione di vendere parte della grande sede di Rozzano – 17mila 500 metri quadri – è conseguenza dei tagli alle testate ma anche dello smart working, che da due anni consente ai dipendenti di svolgere il lavoro da casa per due giorni alla settimana. L’azienda conta di finanziare i lavori per una nuova sede, che verrà realizzata sui terreni di Rozzano, grazie alla vendita dell’attuale.

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