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Il boss della ‘ndrangheta Rocco Papalia vince il primo round della guerra contro il comune di Buccinasco

Starebbe facendo sua (o avrebbe fatto sua) la causa civile promossa per rientrare in possesso di alcuni spazi della villetta di via Nearco, espropriati dalla magistratura

Nella foto, il sindaco di Buccinasco, Rino Pruiti e, nel riquadro, il boss della ‘ndrangheta Rocco Papalia

Rocco Papalia 1 Comune di Buccinasco 0. Sembra essere questo il risultato della partita giocata tra il boss della ‘Ndrangheta e l’amministrazione comunale Buccinasco in merito alla causa civile promossa dal primo per rientrare in possesso degli spazi aperti della villetta di via Nearco. Lo ha annunciato ieri sera, durante una seduta della Commissione Antimafia, lo stesso sindaco Pruiti che a malincuore ha riconosciuto come il comune stia perdendo (o abbia già perso) la causa.

La vicenda è nota. La magistratura aveva sequestrato e poi espropriato parte dell’edificio che sorge in via Nearco, a Buccinasco, una porzione che poi era stato assegnata al Comune. Da qualche anno è stata affidata alla cooperativa Villa Amantea che vi ospita minori extracomunitari giunti in Italia senza genitori. Si tratta di un luogo che in poco tempo è diventato il simbolo della contrapposizione tra le istituzioni locali e la criminalità organizzata, pur con tutti i distinguo del caso.

Sono stati decine gli eventi organizzati al suo interno e nel suo cortile, su cui si affaccia l’appartamento in uso a Rocco Papalia e la sua famiglia. Ed è proprio su questi spazi aperti che Papalia ha tentato e, stando a quanto dichiarato dal primo cittadino di Buccinasco, ci è riuscito, di prendersi una rivincita.

Poco dopo la sua uscita dal carcere dove ha scontato una condanna a 28 anni di pena per un omicidio, il boss ha citato il Comune in giudizio chiedendo la restituzione degli spazi aperti della villetta, cortile compreso. Pruiti, sino a poco tempo fa, era sicuro di vincere. Ieri sera ha annunciato la doccia fredda che gli è caduta sul capo: nelle procedure di esproprio non ci sarebbero elementi che attribuiscono la titolarità di quegli spazi, che quindi dovrebbero tornare nella piena disponibilità della famiglia Papalia.

Un vero smacco per i professionisti dell’ antimafia locali. Non solo. Se la sentenza dovesse essere confermata, nascerà una nuova questione: probabilmente non sarà più possibile accogliere i ragazzi in un luogo che li tiene a stretto contatto con un pregiudicato. Non che adesso siano molto distanti, ma in un prossimo futuro, potrebbe essere troppo. La Coop Villa Amantea potrebbe essere costretta a sloggiare. A quel punto la vittoria di Papalia sarebbe completa.

Una eventualità che Pruiti vede come il fumo negli occhi, tanto che ieri sera s è lasciato andare a soluzioni estemporanee che vanno dalla trasformazione dei locali espropriati in alloggi per i carabinieri o per agenti di polizia locale, sino all’uso personale (ci vado a dormire io).

Le prime due soluzioni dovrebbero essere impossibili da realizzare, così come sottolineato da un funzionario presente alla riunione (le forze dell’ordine non potrebbero vivere a stretto contatto di gomito con un pregiudicato), la terza è una “boutade” tipica del personaggio. Qualche mese fa sarebbe stata tentata una mediazione che Papalia ha rispedito al mittente, sicuro delle carte che aveva in mano. Carte chi gli avrebbero fatto vincere la partita.

 

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