Non solo il processo per l’omicidio di Manuel Mastrapasqua, il 31enne ucciso nella notte tra il 10 e l’11 ottobre 2024 con una coltellata al petto per un paio di cuffie. Daniele Rezza, il giovane di 20 anni reo confesso del delitto, dovrà ora affrontare una seconda accusa in tribunale, legata a un precedente episodio di violenza risalente a giugno 2024, sempre a Rozzano. Secondo quanto emerso da nuove indagini coordinate dai carabinieri del Nucleo investigativo, qualche mese prima dell’omicidio, Rezza aveva già aggredito con un coltello da cucina un ragazzo di 17 anni, ferendolo al torace.
La vittima aveva riportato solo un lieve taglio e non aveva sporto denuncia, forse per paura o sottovalutazione del gesto. L’episodio era rimasto sepolto fino a dopo il tragico omicidio di ottobre. A far riemergere quella violenza è stata Marika Mastrapasqua, sorella della vittima, che dopo la morte del fratello ha raccolto voci e testimonianze nel quartiere. Secondo quanto riferito, alcuni amici le avevano raccontato della precedente aggressione, e lei stessa aveva deciso di contattare il 17enne, che ha poi accettato di raccontare tutto ai carabinieri, facendo scattare un secondo procedimento giudiziario.
Una dinamica simile: lite, coltello, colpo al torace
La ricostruzione fornita dal ragazzo agli inquirenti è inquietantemente simile a quella dell’omicidio Mastrapasqua. La lite con Rezza sarebbe scoppiata su un tram, di notte, per motivi banali. I due sarebbero poi scesi, e il 20enne lo avrebbe raggiunto sotto casa, impugnando un coltello da cucina a lama seghettata. Fortunatamente, in quella
circostanza, il fendente non fu letale. Quel gesto, rimasto impunito all’epoca, appare oggi come il tragico preludio all’omicidio di ottobre. L’accusa ipotizza che Rezza potesse già allora essere incline all’uso della violenza estrema, pronta adesplodere per futili motivi.
Due processi, un unico profilo inquietante
La posizione giudiziaria di Daniele Rezza si aggrava dunque ulteriormente. In Corte d’Assise a Milano è già in corso il procedimento per l’assassinio di Manuel Mastrapasqua: una vicenda che aveva scioccato l’opinione pubblica per la sua apparente insensatezza. Secondo la ricostruzione dei magistrati, Rezza aveva ucciso il 31enne con una coltellata al petto nel cuore della notte, in seguito a una lite per un paio di cuffie bluetooth da 15 euro.
Il nuovo processo, ora in fase di istruttoria, punta a tracciare un profilo più completo dell’ imputato. I magistrati potrebbero chiedere anche una perizia psichiatrica, per valutare la personalità di Rezza e la sua capacità di intendere e volere nei momenti delle aggressioni.
Le parole della famiglia: “Non doveva arrivare a tanto” Nel quartiere, la notizia ha sollevato rabbia e sconcerto. “Se quell’aggressione fosse stata denunciata – ha commentato un’amica di famiglia – forse Manuel oggi sarebbe ancora vivo”.
La stessa sorella di Manuel, Marika, si è fatta promotrice di una ricerca della verità a tutto campo, spinta dal desiderio di giustizia: “Non possiamo riportare indietro il tempo, ma vogliamo sapere tutto. Nessuno ci aveva parlato prima di quel primo attacco, e invece era un segnale da non ignorare”. Nel frattempo, la comunità di Rozzano si interroga sul perché un giovane con tendenze violente e precedenti fosse ancora libero e in circolazione, con un coltello in tasca. Una domanda a cui i due processi – ora paralleli – forse riusciranno a dare risposta.