La Corte di Appello di Milano ha fatto cadere l’accusa di gestione di discarica abusiva nell’ex isola ecologia di via dell’Industria a Buccinasco
E sono due. La Corte di appello di Milano ha assolto, questa mattina, l’ex sindaco di Buccinasco Loris Cereda per il caso Tillmans, il terreno sul quale sorge l’azienda che commercializza materiali chimici, che sarebbe stata costruita, secondo gli investigatori della procura milanese titolari dell’inchiesta, su una discarica abusiva.
Niente sanzioni civili
Assolto per non aver commesso il fatto. È questo il dispositivo della sentenza emessa dai giudici di secondo grado che libera Cereda dall’accusa di gestione di discarica abusiva nell’ex isola ecologia di via dell’Industria a Buccinasco. Anche sul fronte delle sanzioni civili, i giudici hanno sollevato l’ex sindaco da qualsiasi responsabilità.
Il caso Tillmans
La vicenda Tillmans ha origini quando il sindaco di Buccinasco era Carbonera. La sua giunta aveva deciso di alienare un terreno di proprietà pubblica e aveva bandito un’asta alla quale avevano partecipato due candidati. Il prezzo base stabilito con una perizia di un consulente esterno, si aggirava attorno ai due milioni di euro. Cereda aveva annullato quell’asta e ne aveva bandita una seconda vinta dalla Tillmans per più di tre milioni di euro.
La discarica
Il problema è che secondo gli investigatori, su quell’area il comune non solo avrebbe realizzato e gestito una discarica di rifiuti pericolosi ma avrebbe ridimensionato il reale stato d’inquinamento della zona, su cui negli anni precedenti sorgeva un’isola ecologica, “non procedendo alla bonifica e traendone un ingiusto profitto nella vendita alla Tillmans” (leggi qui). Da qui l’accusa di frode nei confronti di Cereda, accusa caduta già nel giudizio di primo grado. Questa mattina è caduta anche l’accusa di gestione di discarica abusiva che ancora gravava sul capo dell’ex sindaco che anche in questo caso, come per il caso di Buccinasco più (leggi qui), aveva rinunciato alla prescrizione.
La rivincita
Raggiunto telefonicamente da pocketnews.it, Cereda ha commentato l’assoluzione. “È una piccola rivincita – ha osservato – sulla macchina infernale messa in moto contro di me. Certo, ho commesso errori e qualche fesseria, ma non ho mai tratto alcun vantaggio a spese del comune. Adesso che i fatti vengono analizzati senza la lente distorta degli anni scorsi, si giunge a un’analisi più obiettiva delle responsabilità”.
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