martedì, Febbraio 17, 2026
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Narcotraffico internazionale, colpo alla ‘ndrangheta in Lombardia: 15 arresti. Coinvolti i clan Papalia, Barbaro e Trimboli

Un giro di cocaina da 18 milioni di euro in un anno, con radici profonde tra la Locride e la Lombardia. Le mani delle cosche anche su Milano.

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Un nuovo duro colpo alla criminalità organizzata è stato inflitto dalle Fiamme Gialle, con un’operazione che ha smascherato un presunto traffico internazionale di droga gestito da clan legati alla ‘ndrangheta. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, ha portato all’arresto di 15 persone (12 in carcere e 3 ai domiciliari), accusate di far parte di un’organizzazione criminale che avrebbe importato cocaina per un valore stimato in 18 milioni di euro dal Sud America. Al centro dell’indagine – che ha coinvolto anche il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (SCICO) – c’è un sistema ben strutturato di traffico di stupefacenti, che secondo gli inquirenti vede coinvolti esponenti di alcune delle cosche più radicate nel Nord Italia, storicamente riconducibili alla ‘ndrangheta della Locride.

Legami con i clan Papalia, Barbaro e Trimboli

Le indagini hanno messo in luce rapporti diretti tra rappresentanti delle potenti ‘ndrine Papalia-Carciuto, Marando-Trimboli e Barbaro ‘U Castanu, con una rete criminale che aveva contatti con ambienti della criminalità albanese. Un’alleanza criminale che avrebbe avuto lo scopo di garantire l’approvvigionamento e la distribuzione di cocaina sul territorio italiano, in particolare in Lombardia, cuore economico del Paese e zona da decenni sotto l’influenza delle cosche calabresi.

Comunicazioni criptate e perquisizioni tra Nord e Sud

Per organizzare le attività illecite, il gruppo si sarebbe avvalso di sofisticati sistemi di comunicazione criptata, con l’obiettivo di eludere le indagini delle forze dell’ordine. La droga, una volta arrivata in Italia, veniva smistata nelle principali piazze di spaccio del Nord, con ramificazioni tra le province di Milano, Pavia e Reggio Calabria. Nel corso dell’operazione sono state effettuate perquisizioni in diverse località, con il supporto di unità cinofile specializzate nella ricerca di droga e denaro contante (cashdog). Gli investigatori stanno cercando di mappare l’intera rete di complicità e i flussi economici legati al traffico.

La ‘ndrangheta continua a dominare il narcotraffico

Il blitz conferma ancora una volta il ruolo dominante della ‘ndrangheta nel traffico internazionale di stupefacenti. I clan calabresi, come emerso anche in numerose inchieste giudiziarie degli ultimi anni, sono in grado di gestire intere filiere della cocaina, dall’importazione in container dai porti sudamericani fino alla distribuzione nelle strade delle metropoli europee. Le ‘ndrine coinvolte – Papalia, Barbaro e Marando, da decenni attive tra Reggio Calabria e la Lombardia – rappresentano alcune delle famiglie storiche dell’organizzazione mafiosa calabrese, con profonde infiltrazioni nel tessuto economico e sociale del Nord Italia. L’operazione odierna, spiegano gli inquirenti, è solo un passo nella lunga lotta contro la criminalità organizzata. Ma conferma come i grandi traffici di droga continuino a essere uno degli strumenti più redditizi per alimentare il potere economico e militare delle mafie.

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