
È stato tumulato alle 6 di questa mattina, nel cimitero comunale di Platì, nel Reggino, Domenico Papalia, storico esponente di vertice della ’ndrangheta, morto lo scorso 26 agosto nell’ospedale San Paolo di MIlano all’età di 91 anni. Alla sepoltura hanno assistito un centinaio di persone tra familiari, parenti e conoscenti. Alcuni sono arrivati appositamente dai comuni del Nord Italia e dall’estero.
L’autopsia a Milano e il trasferimento in Calabria
La salma di Papalia, conosciuto come “don Micu”, è stata trasferita a Platì nella giornata di ieri, sabato settembre, dopo il nulla osta della Procura di Milano e dei periti. Sul corpo del 91enne il pubblico ministero milanese Alessandra Cerreti aveva disposto l’autopsia, eseguita mercoledì. Il viaggio dal capoluogo lombardo alla Calabria è avvenuto sotto scorta. Due auto delle forze dell’ordine hanno accompagnato il feretro fino a destinazione, senza effettuare soste.
Cimitero blindato e funerali vietati
La Questura di Reggio Calabria aveva disposto il divieto assoluto di svolgere le esequie in forma pubblica. Per questo la cerimonia si è tenuta direttamente all’interno del cimitero, sottoposto a un imponente dispositivo di sicurezza. I primi partecipanti hanno iniziato ad arrivare davanti ai cancelli già intorno alle 5 del mattino. Una volta consentito l’accesso ai familiari e alle persone più vicine alla famiglia, nella cappella si è svolta una breve cerimonia religiosa, durata circa 25 minuti. Al termine del rito, il feretro è stato tumulato nella cappella di famiglia. La sepoltura è stata accompagnata da un applauso dei parenti.













