HomeCronacaL’Anticrimine sequestra beni per 2 milioni di euro al “re” dei truffatori

L’Anticrimine sequestra beni per 2 milioni di euro al “re” dei truffatori

L’uomo era il proprietario di un appartamento di otto locali a Trezzano. A dicembre spacciandosi per un facoltoso acquirente, si è impossessato di un grosso diamante del valore di 3,1 milioni

Era un truffatore che amava presentarsi bene. Alle vendite si presentava spesso con una Ferrari 360 Modena Spider o una Audi A6, vestito di tutto punto con abiti griffati per rendere credibile il suo standard di ricco mercante d’arte. Fino a quando non è stato individuato e la sua carriera è finita.

Il sequestro

In questa operazione gli agenti dell’Anticrimine hanno sequestrato un appartamento da 8 vani a Trezzano e uno da 4 a Sedriano, una Mercedes Classe A AMG, bracciali e gioielli d’oro come un anello trilogy con 21 diamanti a fiori, 2 anelli oro bianco con 5 diamanti, un braccialetto tennis con 210 diamanti, altri con 52 o 56 diamanti. Nel corso delle operazioni relative al sequestro di beni nei confronti, nell’abitazione di Trezzano sul Naviglio gli agenti della Divisione Anticrimine hanno trovato e sequestrato numerosi gioielli, di cui si sta accertando l’autenticità che, se confermata, sarebbe di considerevole valore.

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Il “re” della truffa

Il suo nome è  Nenad Jovanovic,  pluripregiudicato 46enne definito dalla Questura di Milano il “re dei truffatori rip-deal”. La sua carriera criminale comincia nel 2002 quando conclude la compravendita di un appartamento da 500 mila euro in Austria, dando come acconto 90 mila in contanti, rivelatisi poi banconote false. A Sedriano è stata trovata appoggiata su un mobile della cucina una banconota fac-simile da 100 Euro e del materiale da confezionamento utilizzato dal truffatore, verosimilmente, per confezionare mazzette di banconote false per attuare le truffe rip-deal. In cantina, è stata trovata anche una macchinetta conta-soldi poggiata su una valigia, in perfetto stato d’uso.

Ricercato

Dal 2007 era ricercato dall’Interpol per truffe realizzate anche in Germania e Svizzera con lo pseudonimo di Claudio Moro. Ma l’episodio più eclatante si è verificato due anni fa a Milano, quando si è spacciato per un rabbino israeliano appartenente alla comunità ebraica milanese ed è riuscito a ottenere due opere importanti: la “Sacra famiglia” di Peter Paul Rubens e la “La Fanciulla Sul Prato” di Pierre Auguste Renoir, valutate 26 milioni di euro.

“Console onorario”

Aveva fatto credere ai venditori di trovarsi nei locali di un presunto consolato, poi aveva fatto lasciare i quadri in una stanza, portandoli in una adiacente, salvo poi farli sparire. Le opere d’arte sono state recuperate all’interno di un campo nomadi  

Il diamante

L’ultimo episodio della sua “carriera” è avvenuto lo scorso dicembre, quando la Squadra Mobile della Questura di Milano lo ha indagato per truffa aggravata in concorso nella quale, spacciandosi per un facoltoso acquirente, si è impossessato di un grosso diamante del valore di 3,1 milioni di euro nell’hall di un hotel, dietro il pagamento di denaro contante contenuto in un borsone e rivelatosi essere pieno di banconote false da 200 euro.

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