
Certe volte la pubblica amministrazione sa essere sorprendente. Soprattutto quando si parla di segretari comunali. A Corsico, per esempio, nel giro di otto giorni si è assistito a una piccola evoluzione del concetto di condivisione: prima si decide di interrompere una convenzione con un Comune, poi si approva una nuova convenzione con tre Comuni diversi. Insomma, se l’obiettivo era trovare una soluzione più semplice, la semplificazione sembra aver preso una strada piuttosto creativa.
Facciamo un passo indietro. Il 16 settembre, il Consiglio comunale di Rozzano aveva all’ordine del giorno lo scioglimento consensuale della convenzione per lo svolgimento in forma associata della Segreteria generale tra Rozzano e Corsico. La delibera è stata approvata con 21 voti favorevoli e un’astensione. La convenzione era quella che consentiva alla segretaria generale Antonella Trombetta di prestare servizio per entrambi i Comuni. Rozzano era l’ente capofila (80% del tempo lavorativo), mentre Corsico partecipava alla gestione associata (20%).
Secondo quanto riferito dal sindaco di Rozzano, Mattia Ferretti De Luca, durante il Consiglio comunale rozzanese la richiesta di scioglimento era arrivata da Corsico. “Il Comune avrebbe individuato un professionista destinato a ricoprire il ruolo di segretario comunale e, quindi, non avrebbe più avuto bisogno della convenzione con Rozzano” aveva detto. Fin qui, tutto lineare. Tanto che uno potrebbe pensare: trovato il professionista, problema risolto. E invece no.
Otto giorni dopo, la sorpresa
Arriviamo al 24 settembre, quando il Consiglio comunale di Corsico si riunisce e, tra i punti all’ordine del giorno, si trova una nuova convenzione per lo svolgimento in forma associata del servizio di Segreteria generale. Questa volta non più con un solo Comune. I Comuni coinvolti sono Corsico, Lodi Vecchio, Vellezzo Bellini e Montaldo Pavese (non proprio tutti vicinissimi al Naviglio), con Corsico nel ruolo di ente capofila. Dunque il Comune che appena otto giorni prima aveva chiesto di sciogliere una convenzione perché aveva trovato una figura professionale ad hoc (?), si ritrova a condividere il servizio di Segreteria generale con altri tre Comuni. Dalla coppia alla compagnia.
Una specie di evoluzione amministrativa del detto «meno siamo, meglio stiamo», evidentemente reinterpretato alla luce delle esigenze degli enti locali: più siamo, meglio dividiamo. E viene spontanea una domanda, che in questi giorni sembra circolare tra via Roma e dintorni: Corsico, una città di circa 35 mila abitanti, con le sue dimensioni e i suoi problemi, non riesce davvero a permettersi un segretario comunale dedicato?
La domanda, naturalmente, non è un giudizio sulla legittimità della convenzione, che è uno strumento previsto dall’ordinamento e utilizzato da molti Comuni. È piuttosto una questione politica e amministrativa: quale sia la ragione per cui, dopo aver rinunciato alla collaborazione con Rozzano, si sia scelto di condividere nuovamente il servizio, questa volta addirittura con altri tre enti.
Una poltrona, quattro municipi
La cosa curiosa è anche la tempistica. 16 settembre: sciogliamo la convenzione con Rozzano. 24 settembre: approviamo una nuova convenzione, stavolta con Lodi Vecchio, Vellezzo Bellini e Montaldo Pavese. Otto giorni. Nemmeno il tempo di abituarsi all’idea di un segretario tutto per Corsico che il Comune torna alla formula condivisa. Solo che, rispetto a prima, il “condominio” amministrativo si allarga. E mentre il Comune di Rozzano chiude il capitolo della convenzione, sul sito istituzionale di Corsico la situazione della Segreteria generale merita comunque di essere seguita con attenzione, visto che ad oggi riporta ancora il nome di Antonella Trombetta come titolare dell’ufficio.
Una situazione che, vista da fuori, rischia di produrre una domanda molto semplice: ma alla fine, chi fa cosa, e per chi? Domanda tutt’altro che peregrina, considerando che il segretario generale non è esattamente una figura ornamentale. È una figura centrale nell’assistenza giuridico-amministrativa dell’ente, nella verbalizzazione degli organi collegiali, nei controlli sulla regolarità amministrativa e in diverse altre funzioni fondamentali.
Il mistero del “professionista ad hoc”
Naturalmente c’è un dettaglio che meriterebbe qualche spiegazione in più. Si è deciso che condividere un segretario con altri tre Comuni fosse comunque la soluzione più conveniente? E’ una domanda cui sarebbe interessante dare una risposta, soprattutto perché la nuova convenzione non coinvolge due enti ma quattro. A giudicare dagli ultimi otto giorni, il problema non sembra quindi essere trovare qualcuno che si occupi della Segreteria generale di una città con le problematiche che affliggono Corsico. Il problema sembra piuttosto stabilire con quanti Comuni si debba condividerlo. E qui l’ironia si scrive quasi da sola: forse a Corsico non serviva un segretario comunale. Serviva un segretario condominiale.














