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Giro di spaccio di cocaina a domicilio: assolto Vito Fornaro, presunto pusher di Cesano

In sei erano finiti agli arresti domiciliari lo scorso 8 luglio, a termine di un'indagine coordinata dal pm Luca Ceccanti e ribattezzata 'Home delivery'

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In sei erano finiti agli arresti domiciliari lo scorso 8 luglio, a termine di un’indagine coordinata dal pm Luca Ceccanti

Due condanne e un’assoluzione al termine del processo di primo grado con rito abbreviato relativo all’operazione ‘Home Delivery’ su un presunto giro di spaccio di cocaina e marijuana tra la provincia di Milano, Cesano Boscone in particolare, e Aosta.

Il giudice valdostano durante l’udienza preliminare ha inflitto un anno e sei mesi di reclusione a Gianpaolo Incani, di 57 anni, di Torino, sei mesi ad Andrea Marcone (60), di Aosta, mentre ha assolto Vito Fornaro (47) di Cesano Boscone, che era stato arrestato prima dell’inizio di questo procedimento penale (e aveva patteggiato nel luglio 2021, per fatti connessi). Tutti e tre avevano scelto di essere giudicati con il rito abbreviato.

Nell’udienza del 18 marzo scorso era stata invece stralciata, per incompatibilità del giudice, la posizione degli altri due imputati – Domenico Mammoliti (35) di Aosta e Nicola Gaetani D’Aragona (44) di Cesano Boscone – per i quali l’udienza dovrà ricominciare davanti a un altro gup. Raffaele Salvemini, di 48 anni, di Aosta, aveva già patteggiato a dicembre due anni e dieci mesi di reclusione.

I sei erano finiti agli arresti domiciliari lo scorso 8 luglio, a termine di un’indagine coordinata dal pm Luca Ceccanti e ribattezzata ‘Home delivery’. “Lo stupefacente – aveva ricostruito la guardia di finanza – giungeva ad Aosta attraverso due distinti canali di approvvigionamento, Milano e Torino. Le consegne, invece, avvenivano rigorosamente a domicilio per non esporre i clienti a inutili rischi legati a possibili controlli di polizia, divenuti sempre più stringenti per via dell’emergenza sanitaria”.

Le richieste dell’accusa, rappresentata dai pm Luca Ceccanti e Manlio D’Ambrosi, erano state di 2 anni e 8 mesi per Marcone e Incani e di 8 mesi per Fornaro. Il giudice, nel sentenziare, ha riqualificato alcune delle imputazioni a carico dei due colpevoli, riconoscendo l’attenuazione per “lieve entità” (rispetto a modalità e quantitativi di stupefacente) dei fatti loro contestati. Secondo quanto appurato dai finanzieri, la cocaina passava di mano ad un prezzo tra i 60 e i 100 euro al grammo.

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