
Il “caso” Synextra – ex Masotina, l’azienda specializzata nel riciclo delle materie plastiche al centro delle proteste per i persistenti cattivi odori – approda in Parlamento. A proporre la questione è il deputato di Fratelli d’Italia Fabio Raimondo, già capogruppo del partito nel Consiglio comunale di Cesano Boscone, che ha depositato un’interrogazione indirizzata ai Ministeri competenti.
La vicenda riguarda i fumi e le emissioni provenienti dallo stabilimento, che da anni, secondo i residenti, appestano i quartieri Burgo di Corsico e la parte sud di Cesano Boscone. Solo pochi giorni fa, gli abitanti della zona sono scesi in strada per manifestare il proprio disagio, denunciando una situazione che – nonostante esposti, controlli e incontri istituzionali – non trova una soluzione concreta.
«Ho ritenuto doveroso presentare un’interrogazione parlamentare – spiega Raimondo – per portare all’attenzione nazionale la vicenda dell’ex Masotina che da anni pesa sulla vita dei residenti, costretti a convivere con molestie olfattive persistenti e mai risolte». Il deputato ricorda anche che i monitoraggi condotti da ARPA Lombardia hanno confermato «un disagio reale e diffuso». A rendere la situazione ancora più critica è stato il grande incendio scoppiato il 31 ottobre all’interno dell’impianto Synextra, che ha distrutto ampie sezioni dei capannoni destinati allo stoccaggio dei rifiuti, alimentando ulteriori timori per le possibili conseguenze ambientali e sanitarie.
Nell’interrogazione, Raimondo chiede al Governo di sollecitare ARPA Lombardia e Città Metropolitana di Milano affinché forniscano ai cittadini un quadro «trasparente, aggiornato e accessibile» sui monitoraggi effettuati e sui potenziali rischi per ambiente e salute pubblica. Tra le richieste avanzate figurano anche: la valutazione di un’ispezione straordinaria all’impianto; l’apertura di un tavolo interministeriale per individuare soluzioni strutturali e durature che mettano fine ai disagi dei residenti. Nonostante gli incontri tra amministrazioni locali, ARPA e Città Metropolitana successivi all’incendio, i cittadini di Corsico e Cesano continuano a lamentare l’assenza di risposte definitive. Le proteste dei giorni scorsi confermano un malessere che prosegue da anni.














