mercoledì - 20 Ottobre 2021
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Dopo quindici anni, Rozzano dice addio a “Fondazione per leggere”

Il Comune è uno dei soci, uscirne non sarà indolore. Ci sono delle regole, delle procedure da adottare, dei costi da affrontare. Una scelta per risparmiare, la conferma da Piazza Foglia

biblioteca-rozzano-2Cosa succede quando uno dei soci fondatori abbandona un qualcosa che ha contribuito a costruire? Lascia l’amaro in bocca. È quel che sta accadendo da quando Rozzano ha deciso di abbandonare, dopo quindici anni di collaborazione la “Fondazione per leggere”, una realtà nata nel 2006, che eroga servizi bibliotecari a 57 comuni e 60 biblioteche.

Erano 57: dal prossimo gennaio, Rozzano uscirà dal circuito. Il motivo? In comune dicono: “Stiamo valutando altre soluzioni”. Da Abbiategrasso, sede dell’associazione rispondono tramite il presidente Gianfranco Accomando: “Non lo sappiamo con esattezza. Sin ora non c’è stata alcuna rivendicazione, nessuna segnalazione su una qualche mancanza dei servizi offerti e nemmeno sulla loro qualità. Ci è stato solo comunicato che la collaborazione durerà sino alla fine dell’anno”.

Sembra un mistero quello che aleggia su questa vicenda. Soprattutto perché le versioni dei due responsabili non collimano. Accomando sottolinea: “Non so che tipo di opportunità intendano valutare. A noi non è stata data la possibilità di confrontarci per individuare le reali motivazioni”. Rozzano, come detto è uno dei soci di “Fondazione per leggere”. Uscirne non sarà indolore. Ci sono delle regole, delle procedure da adottare, dei costi da affrontare se si vuole andare incontro a un eventuale divorzio.

“Continueremo a fornire i nostri servizi sino all’ultimo giorno utile, secondo la nostra carta dei diritti” conferma Accomando. Il cuore del sistema “Fondazione” si basa sulla messa in rete di oltre un milione e mezzo di volumi fisici, 2 milioni e mezzo di libri elettronici e audiolibri, cui possono attingere le biblioteche di 57 comuni del Sud-Sud ovest milanese: da Boffalora a Lacchiarella, da Casorezzo a Motta Visconti, da Magenta a Rozzano. E poi Buccinasco, Corsico, Cesano, Trezzano, Assago, Cusago. Garantisce oltre un milione di prestiti all’anno.

Chiunque può prenotare un volume. Se non è presente nella biblioteca del proprio comune, “Fondazione per leggere” lo fa recapitare nella biblioteca più vicina a casa o al proprio posto di lavoro. Eroga anche altri servizi, dal wi-fi gratuito per chi frequenta le biblioteche ai consigli di lettura, ai suggerimenti per gli acquisti. Organizza anche corsi per il tempo libero: fotografia, scacchi e tutto quanto serve per far lievitare il livello culturale del territorio.

Da più parti la decisione del comune di Rozzano è stata bollata come scelta politica. “Non sono io a dirlo – osserva Accomando – però, realisticamente non vediamo altra motivazione. Il problema non è un servizio inadeguato (è sotto gli occhi di tutti la qualità di quel che facciamo) ma una scelta motivata da ragioni che appaiono prive di solide basi”.

Autofficina Vitacar Toyota“Alla Fondazione – ribatte il sindaco di Rozzano Gianni Ferretti – conoscono perfettamente le motivazioni che ci hanno convinto a cambiare strada. La nostra è una scelta ponderata, non un salto nel buio. Parte dalla ricerca di servizi parametrati ai costi e alle dimensioni del nostro comune. L’amministrazione ha deciso di non aderire dal prossimo anno al sistema interbibliotecario di “Fondazione per Leggere” dopo un’attenta analisi economica e un’accurata valutazione della qualità dei servizi offerti”.

“Rozzano – aggiunge il primo cittadino – è il comune più grande tra i cinquantasette che sin ora hanno aderito alla Fondazione. La somma messa a bilancio in questi anni è di 47.000 euro, una cifra importante che riguarda però solo i servizi base a cui va aggiunto il costo annuo di MediaLibrary di circa 2.500 euro. Abbiamo quindi deciso di prendere in considerazione la proposta  di un’altra realtà bibliotecaria”.

“Il presidente della Fondazione – conclude Ferretti – è perfettamente a conoscenza dei motivi che hanno determinato questa decisione ma probabilmente a loro non interessa avere nel circuito la nostra biblioteca, un’eccellenza sul territorio e nell’area metropolitana, riconosciuta anche a  livello nazionale. Non è una decisione politica ma una scelta che mira a contenere i costi che ricadono sulla comunità”. Ipse dixit.

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